08/10/2007
Genoa leave Cagliari at sea
Genoa defeated Cagliari 2-0 at the Marassi stadium on Game Day 7 for their third consecutive win.
The home side dominated the first-half but failed to breach the visitor's defence despite all their fluid attacking play.
After the interval, Genoa continued to push forward in waves and deservedly took the lead on the hour-mark.
A cross from the right by winger Julio Leon was controlled on the chest by striker Marco Borriello, who then spun on the edge of the penalty box before unleashing an unstoppable volley into the bottom corner.
The Grifoni added a second 15 minutes later. A run from full-back Adboulay Konko split the Cagliari rearguard and the defender's pass found substitute Marco Di Vaio free in the penalty area for the 31-year-old striker to drill a shot across goalkeeper Marco Fortin.
A standing ovation greeted the final whistle as Genoa, unbeaten since Game Day 1, climb up to fifth place in the table.
In the picture, Marco Borriello opened the scoring with his fifth strike of the season
On this form, Genoa are serious contenders for UEFA Cup qualification. What do you think?
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11:05 Scritto in Rassegna Stampa | Link permanente | Commenti (0) | Manda
Il Pagellone
IL SECOLO XIX
di:GIULIANO GNECCO
Del: 8-10-2007
RUBINHO
7 Al 15’ si allunga per salvare su Matri, liberato da un errato controllo di petto di Bovo; immediatamente dopo blocca a terra il siluro da fuori di Conti.Nel finale è straordinario anche su Larrivey. Sempre più sicuro.
KONKO
7 Per una volta parte più arretrato rispetto a Rossi, nel terzetto difensivo; dura poco, prestoGasperini invertirà le posizioni. Perché l’ex senese tiene la posizionema è timido nel sostenere la fase offensiva, più avanti ha meno remore a spingere. Con l’ingresso di Larrivey torna nuovamente dietro in marcatura, salvo poi tornare più avanti dove rende di più.
BOVO
7 È sempre elegante come se andasse a una festa con lo smoking obbligatorio; ha un’eccellente scelta di tempo, così entra sempre pulito e preciso.Ha pure il pregio di giocare tranquillo, trasmettendo serenità a tutta la squadra.
LUCARELLI
7 Uno fra lui e De Rosa doveva riposare; Gasperini conferma la fiducia all’ex livornese che non lo tradisce: Matri è il più vivace fra gli attaccanti cagliaritani, però finisce sempre per infrangersi contro un muro.
ROSSI
7,5 Inizia largo, nella zona diDel Grosso, con compiti prevalentemente di coperturama senza rinunciare a sovrapporsi incessantemente sulla fascia. Intorno alla mezz’ora inverte la posizione con Konko e arretra sulle piste di Acquafresca: l’attaccante non la vede mai, non riesce neppure a impedirgli le avanzate, e alla fine Giampaolo lo sostituisce per la disperazione. Torna a centrocampo con l’ingresso diDi Vaio,ma dalla sua parte il Cagliari piazza subito D’Agostino, che ha spiccate attitudini offensive. Così torna indietro, questa volta su Larrivey: implacabile. Straordinario nelle due fasi.
PARO
7 Si trova improvvisamente il pallone fra i piedi dopo un rimpallo eppure tenta la botta di prima intenzione: conclusione precisa,ma Fortin ci arriva. Non arretra mai di un centimetro,motorino straordinario: ora che ha risolto i problemi che lo hanno tormentato a inizio stagione riesce a dimostrare tutto il suo valore. È un elemento di quantità e sostanza,ma pure di intelligenza.
JURIC
7 Pare che negli spogliatoi i compagni non si siano neppure preoccupati, considerandolo un fatto per lui normale, quando hanno visto che andava a pressare pure sulle gocce d’acqua che scendevano dalla doccia. È incredibile la mole di lavoro che riesce a smaltire, e sembra essere dotato di tre polmoni. Riesce tuttavia a essere pure lucido e a mantenere la visione del gioco.
DANILO
7 Se Foggia è il male, l’elemento più pericoloso dei sardi, l’antidoto viene dal Brasile. Non solo non lascia spazi al fantasista del Cagliari, giocando sempre pulito,ma scende anche con costanza sulla sinistra per sostenere le iniziative di Sculli. Non è solo l’alternativa di Fabiano, è un giocatore che può tranquillamente giocare titolare in serie A. Una delle più belle sorprese di questo avvito di stagione. Fatto il rapporto fra prezzo (100.000 euro per il prestito annuale, 500.000 euro fissate per il riscatto) e qualità, è il miglior affare fatto nell’ultimo calciomercato.
LEON
7 Chi lo conosce bene assicura che da come tocca la prima palla si capisce subito se è in una di quelle giornate nelle quali può vincere una gara da solo oppure se bisogna rassegnarsi a giocare in dieci. Stavolta fa l’uomo in più per tutto il primo tempo, anche se poi eccede ed esagera quando prova la conclusione da posizione impossibile con il compagno piazzato meglio. Cerca il gol anche su calcio d’angolo, come i grandi campioni: è indice di una forte personalità.Alla lunga cala, però riesce a mettere lo zampino pure sulla rete di Borriello. Agostini e Parola negli spogliatoi hanno chiesto una pastiglia per il mal di testa
(35’ st PAPAWAIGO 6: cerca subito il gol di testa, che non è la sua specialità; la palla sta per entrare quando Conti salva sulla linea. Lentamente sta ritrovando la condizione, si vede già che è cresciuto rispetto alle prime partite. Dopo la sosta potrebbe arrivare anche il suomomento).
BORRIELLO
8 Alla prima palla giocabile calcia in porta senza pensarci due volte: il sinistro è potente, Fortin si salva solo con l’istinto, comunque un grande numero.Difende bene il pallone, da solo dichiara guerra tanto a Canini quanto a Bianco: è in movimento perenne, per dettare il passaggio o per andare in pressing.Di testa salta anche più alto delle mani di Fortin, ma Canini spazza sulla linea. Si vendica nella ripresa quando segna una rete da far spellare le mani per gli applausi: un messaggio con posta prioritaria per Donadoni, che non raccoglie.Non solo, continua a cercare la porta e a correre, intervenendo pure in tackle per conquistare palla. È in stato di grazia, solo il commissario tecnico sembra non accorgersene
(46’ st MILANETTO ng: entra solo per concedere la meritata standing ovation al compagno ma, da persona intelligente, non fa lo schizzinoso anche se c’è da giocare soltanto un paio di minuti di recupero).
SCULLI
7 Ci mette dinamismo, vivacità potenza, disciplina tattica,ma non solo: c’è pure qualità.Ha alcuni movimenti e tocchi davvero importanti, ha il guizzo a sinistra, e poi – inesauribile – si abbassa per non far mancare il suo contributo alla fase difensiva. Con lui il Genoa gioca in pratica con un uomo in più, perché c’è sempre sia in attacco sia a centrocampo
(10’ st DIVAIO 7: la richiesta della Nord, quando entra in campo, è inequivocabile: «Segna per noi Marco Di Vaio». Lui non si fa pregare, e poi si ripete la scena dello scorso anno a Crotone: tutti ad abbracciare il compagno uscito dal tunnel. Che l’incubo fosse finito si era però capito anche prima; è entrato con l’argento vivo addosso: partecipe in fase di manovra, reattivo sotto porta. Va a un soffio dalla doppietta, che sarebbe pure meritata).
CAGLIARI
Fortin 6,5; Ferri 5,5 (16’ st Pisano 6), Canini 6, Bianco 5,5,Agostini 5; Foggia 5, Conti 6,5, Parola 6,DelGrosso 6 (16’ stD’Agostino 5,5); Matri 6,Acquafresca 5 (10’ st Larrivey 6).
ARBITRO
Girardi di SanDonà di Piave 5: strappa applausi a scena aperta quando, al 33’, fischia il primo fallo a favore del Genoa dopo aver invertito una serie di punizioni. Indispettisce il pubblico perché lascia picchiare i sardi – soprattutto su Leon e Borriello – senza intervenire, e poi mostra il giallo a Bovo al primo fallo. Non incide negli episodi chiave, però non convince la sua direzione all’inglese, comunque a intermittenza.
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Genoa, Preziosi: "Godiamoci la classifica senza montarci la testa"
Il Patron rossoblu Enrico Preziosi si è espresso così dopo la vittoria casalinga del suo Genoa: "Il mio "Non mollo, non mollo!" ha dato dei risultati, è sì necessario fare un bagno di umiltà ogni tanto ricordandoci dove eravamo solo due anni fa, al di là delle cause e delle disgrazie, ma la classifica di oggi ci gratifica e premia il lavoro di tutti noi in un contesto non facile vista la storia che ha alle spalle il Genoa.
Ora non dobbiamo montarci la testa ma goderci il risultato e la classifica di oggi con equilibrio, esaltarsi in un momento positivo come questo potrebbe solo portarci problemi. Il nostro obiettivo per questa stagione è sempre lo stesso, il nostro compito è raggiungerlo il prima possibile.
Sono molto contento per Marco Borriello, un giocatore molto importante, uno dei pochi in circolazione che sa fare reparto da solo, un giocatore di classe con straordinarie capacità tecniche.
Non mi dispiace il fatto che in un momento come questo ci sia la sosta, la pausa può solo farci del bene ed in più spero possa servire a Lucho Figueroa per recuperare ed essere pronto per la prossima gara".
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Genoa: Gasperini `Bene, al di la` della vittoria`
Calcio: Serie A: Genoa
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| (Gian Piero Gasperini) |
Sulla gara contro il Cagliari: ”Abbiamo fatto una partita importante per 90 minuti giocando bene in tutti i reparti. Difficile dire chi sia stato il migliore in campo”.
Un solo rimpianto: ”Speriamo che ora la sosta non ci danneggi, perche` siamo in un buon momento di forma. Vorra` dire che potremo assaporare meglio la nostra classifica”.
Sullo stato di forma di Leon: ”L’anno scorso e` stato grande protagonista, quest’anno ha cominciato in ritardo anche per via degli impegni con la sua nazionale”.
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24/08/2007
L’Odissea rossoblù
Sono passati appena due anni da quando il Genoa fu retrocesso a tavolino in serie C, dopo aver raggiunto la promozione nella massima serie. Ed il sogno covato dai genoani per tanto tempo, domenica diventa realtà.
Ho un ricordo di te, tifoso genoano. Di te che piangi lacrime amare, in un giorno d’estate. Piangevi, seduto sul muretto di fronte al tribunale, dopo l’uscita degli avvocati. Piangevi, sotto occhiali scuri, abbandonato su una sdraio in riva al mare, dopo aver letto il messaggio di un tuo amico che mai avresti voluto leggere. Piangevi, appoggiato al palo della luce di chissà quale città in quel momento stavi visitando, dopo aver ricevuto la telefonata che mai avresti voluto ricevere. Ti era stato portato via un desiderio lungo dieci anni.
In dieci anni le persone cambiano e difficilmente quello che si voleva dieci anni prima permane dieci anni dopo; il desiderio che si ha 15 anni è quello di andare all’università, ma a 25 anni magari è quello di sposarsi. E magari a 35, dopo essersi sposati il desiderio è un altro ancora. Inevitabile.
Ma per te non è cosi; il tuo desiderio è sempre stato, da quel maledetto pomeriggio di pioggia a Firenze, quello di tornare in serie A.
Non solo, non si sono accontentati di portarti via un sogno. Non bastava quello: volevano toglierti il tuo Genoa; volevano ucciderti, tifoso genoano. Erano convinti che la serie C sarebbe stato il colpo mortale per il vecchio Grifone. Erano convinti che quel anonimo giorno d’estate sarebbe stato l’ultimo giorno di una storia lunga centododici anni. Avevano fatto tutta alla perfezione, dimenticandosi però di un particolare.
Quel particolare sei tu, tifoso genoano; che non hai voluto mancare neppure alla serie C, portando a casa uno dei quindicimila abbonamenti staccati in quell’ estate di due anni fa. Che hai dovuto spiegare a tuo figlio che no, non sareste più andati al Meazza di Milano o all’Olimpico di Roma, bensì in piccoli stadi di periferia a Pizzighettone o a Busto Arsizio; ma che, con lo stesso entusiasmo, avete invaso, tu, tuo figlio e migliaia di altre persone con le vostre tante bandiere. Rossoblù ovviamente.
E da quei campetti, con gli di spalti costruiti in tubi Innocenti, calcati da giocatori senza il nome sulle spalle e in rigoroso ordine dall’uno all’undici, sei ripartito. Le convinzioni estive di certe persone venivano meno sotto gli incessanti boati di “Genoa, Genoa” in quel di Ravenna. A dimostrazione di quell’enorme striscione che campeggiò, nella tua gradinata, un po’ di anni fa: ”Primi a nascere, ultimi a morire”.
Da quel giorno sono passati due anni ormai e ora che ti rivedo, tifoso genoano, non piangi più. Hai qualche ruga in più, devo ammetterlo, ma il tuo sorriso è infinito quasi quanto la tua gioia. Domenica è vicina, tifoso genoano. Prepara la tua bandiera, scalda la gola e scegli la sciarpa più bella.
Il desiderio lungo dodici anni, finalmente, s’è avverato.
Davide Gentile11:10 Scritto in Rassegna Stampa | Link permanente | Commenti (0) | Manda
26/07/2007
Genoa, buon test con il Rodengo: in gol anche Di Vaio
Mer 25 Lug, 9:21 PM
Buone indicazioni per Gasperini dal doppio confronto che il Genoa ha disputato oggi contro il Rodengo Saiano, squadra neo promossa in C2. Doveva essere un triangolare con due formazioni distinte a sfidare prima la formazione bresciana e poi a dare vita ad un derby in famiglia, ma alla fine Gasperini ha deciso di annullare l''ultima partita. Nella prima gara di 45 minuti, il Genoa si e'' imposto per 2-0 grazie ai gol di Di Vaio e Borriello che insieme a Papa Waigo componevano il tridente offensivo. Nella seconda gara, invece, squadra praticamente rivoluzionata con solo Bega e Stellini rimasti in campo: 3-0 il risultato finale grazie alla doppietta di Figueroa e al gol di Gasparetto.
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Il Genoa e' anche Cricket
La Gazzetta dell Sport
Ritorno alle origini per la società rossoblù che domani farà il suo esordio nel campionato di serie C. Furono i suoi soci fondatori britannici a introdurre il cricket in Italia, insieme al calcio, nel 1893
13:31 Scritto in Rassegna Stampa | Link permanente | Commenti (0) | Manda
24/07/2007
Figueroa, il tesoretto che Gasperini non vuole sprecare
23 luglio 2007
Il SECOLO XIX
dal nostro inviato Giuliano Gnecco
Il colpo di questo mercato è a Genova da quasi un anno. Luciano Figueroa è già un beniamino dei tifosi. Alcuni suoi gol hanno strappato applausi a scena aperta. Negli ultimi giorni la fatica ha cominciato a farsi sentire, tanto che Gian Piero Gasperini avrebbe voluto tenerlo a riposo contro lo Stubaital; non lo ha fatto perché Lucho teneva moltissimo a farsi vedere in campo alla prima davanti a tanti tifosi. «Va bene, però giochi solo mezz'ora», lo ha accontentato il tecnico. Ieri e stamani poi riposo, in verità programmato da tempo.
Figueroa è freddo sotto porta e partecipa bene alla manovra. Spesso è praticamente immarcabile: l'argentino ha l'abitudine di cercare il contatto con il difensore, dandogli le spalle, per ricevere il pallone facendo sponda per un compagno che avanza dalle retrovie oppure girarsi rapidamente e superare l'avversario lasciandolo sul posto.
«La condizione in questo momento ha alti e bassi - ricorda Gasperini - Dopo la lunga inattività è normale sia così. Perché la condizione si stabilizzi ci vorranno un paio di mesi». Salvo intoppi. Contro lo Stubaital ha colpito in particolare il coraggio con il quale Figueroa andava a fare pressing e affrontava i contrasti; l'esatto contrario della paura mostrata lo scorso anno nell'amichevole di Vado. «Era timido nei contrasti - spiega il tecnico - perché sentiva fastidio, ora non più».
Adesso Luciano Figueroa ha ritrovato quel sorriso che sembrava smarrito lo scorso autunno: «Voglio fare bene - assicura il centravanti - per ripagare quei tifosi che mi hanno dimostrato il loro affetto pur non avendomi mai visto giocare». La moglie e la figlia lo attendono ad Arenzano, per ora è il Genoa la sua famiglia. Con Figueroa ha vissuto praticamente in simbiosi il rieducatore Paolo Barbero: «Lucho ha subito la seconda operazione in Argentina a inizio dicembre - ricorda - Ai primi di aprile è arrivato in Italia. Il medico sociale Genesio, insieme all'ortopedico di fiducia Priano, all'equipe che l'ha operato in Argentina e allo staff sanitario del Genoa ha elaborato un programma di riattivazione. Abbiamo tenuto presenti tre cose. Intanto la storia dell'atleta: i due interventi, il primo fallito e le cause. Poi ciò che aveva fatto in Argentina: non abbiamo modificato il lavoro, cercando di rispettarlo in base al nostro credo. Infine alternare fasi di lavoro a quelle di scarico per favorire il recupero. Ci ha avvantaggiato il fatto che sia arrivato con un'ottima mobilità articolare. Ci siamo appoggiati anche al centro Riattiva di Lavagna; Figueroa ha superato il test isoscientifico per la forza e ha sostenuto quello vam, velocità aerobica massima».
Figueroa ha lavorato pure con gli Allievi di Chiappino per accelerare i tempi: «A luglio gli abbiamo dato dieci giorni di riposo, ma ha insistito per lavorare - rivela Barbero - Spesso è stato lui a stimolare noi. Gli manca ancora solo la forza nel gesto sportivo e l'espressione di potenza, cioè la capacità di esprimere il gesto tecnico alla massima velocità». Figueroa il grande acquisto. Poi oggi o domani sarà a Neustift anche Konko. Forestieri invece andrà a Siena per maturare, mentre da ieri Galeoto è del Messina. Per la difesa non c'è fretta: se si trattasse di comprare tanto per farlo, il Genoa avrebbe già potuto chiudere almeno un paio di operazioni. Preferisce scelte oculate. Ieri, intanto Giambattista Pastorello è stato visto a Folgaria per l’amichevole del Parma con il Cittadella. Che sia tornato d’attualità lo scambio Contini-Pegolo, oppure nel mirino rossoblù è finito anche Marco Rossi, il difensore?
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Genoa, a Neustift come a Marassi
Almeno 30 gli striscioni dei Genoa Club. C´è anche quello «Mira El topa» dedicato a Forestieri. La cessione del giovane talento argentino ha disorientato l´onda rossoblù presente in Tirolo.
L´annuncio si era diffuso venerdì sera, proprio mentre, nella piazza del paese, era in pieno svolgimento la festa in onore del Genoa. Sul palco le parole di Fabrizio Preziosi non si prestano però ad equivoci: «Sappiamo che manca ancora qualcosa, ma mi sembra che questa proprietà non abbia mai lesinato gli investimenti. Abbiamo sempre avuto squadre competitive e sarà così anche quest´anno».
La cessione di Forestieri al Siena in comproprietà sarà perfezionata nei prossimi giorni. «Genoa e Siena hanno trovato l´accordo - confida l´avvocato Canovi, il procuratore del giocatore argentino - Manca la firma del giocatore, ma solo perché non ci siamo ancora incontrati. Sentiremo cosa hanno intenzione di proporci». Preziosi assicura che, pur ceduto in comproprietà, il cartellino di Forestieri resta comunque blindato. Da Siena sostengono il contrario. «Ma cosa importa? Il presidente non ci ha mai tradito, con lui il Genoa sono tre anni che è in testa al campionato. Se ha ritenuto di fare questa operazione va bene così» è la risposta, superato il disorientamento dei primi momenti, del popolo rossoblù in gita in Tirolo.
Arriverà Konko, un giocatore che Gasperini conosce molto bene (può essere l´alternativa a Marco Rossi ma a centrocampo può anche essere utilizzato come interditore centrale) e presto dovrebbero arrivare anche due difensori, uno che gioca centrale e uno a sinistra.
Il Genoa, dunque, è un cantiere aperto. Però niente a che vedere con l´anno scorso di questi tempi quando Gasperini si doveva apprestare a tagliare Rios, Nieto, Rimoldi, Grabbi, Tarallo e Facchinetti, in attesa degli arrivi di Fabiano, De Rosa e Sculli. La prima formazione dell´anno non si può nemmeno definire sperimentale. Ci sono in campo dall´inizio Galeoto, che ha già le valigie pronte destinazione Messina, e Pegolo, il portiere che, in funzione del fatto che a giugno si sarebbe svincolato a parametro zero, era stato bloccato a gennaio quando Rubinho non era ancora esploso. Nemmeno una parata per l´ex numero del Verona, rimpiazzato nella ripresa da Lamantia, 17 anni, acquistato dal Novara e che sarà il titolare della Primavera.
La linea di difensori davanti a Pegolo è formata (da destra a sinistra) da Bovo, Stellini e Masiello, i quattro centrocampisti sono Galeoto, Milanetto, Juric e Danilo Sacramento, il mancino brasiliano consigliato da Alessandro Gaucci. Una scommessa da 100 mila dollari (più 500 per un eventuale riscatto). Il trio offensivo è formato da Papa Waigo (già idolo della tifoseria), Boriello e Di Vaio. Si trovano ad occhi chiusi e vanno a segno a ripetizione: dopo 28´ il punteggio è già di 6 a 0. Doppiette del senegalese e Di Vaio, a segno anche Bovo, che aveva sbloccato il risultato di testa sfruttando un cross pennellato di Milanetto.
Dopo i sei del primo tempo, sono tre i gol della ripresa. La grande novità nel Genoa della ripresa è la posizione di Gasparetto. Il centravanti, determinante nella volata alla promozione, viene utilizzato come difensore centrale. Una soluzione a cui Gasperini sta pensando davvero o, invece, si tratta solo di un´emergenza con De Rosa sempre fermo ai box ed il nuovo difensore centrale che ancora non arriva?
Ma, pur con la curiosità che l´esperimento Gasparetto può suscitare, l´attenzione dei tifosi genoani è tutta per Figueroa. Ci mette solo 4´, l´attaccante argentino per rompere il ghiaccio ed il suo gol (diagonale secco, imprendibile per il lungo portiere avversario) è accolto da un autentico boato. Gasperini lo tiene in campo 27´, per la prima partita vera dopo la seconda operazione al ginocchio non era il caso di osare di più. Gol a parte, Lucho si muove bene, cerca il dialogo con i compagni e brucia le mani del numero uno avversari con un gran tiro da 20 metri. Ma Gasperini non ha fretta: «Credo che ci vorranno due mesi per avere un recupero pieno. Metterci un po´ più di tempo non è un problema, la cosa fondamentale era verificare che il giocatore era guarito. Ora deve recuperare forza e tono muscolare, ma siamo pronti ad aspettarlo».
Al posto di Figueroa entra Galeoto e Gasparetto può tornare così a fare l´attaccante. Lamantia - Signorini, Gasparetto (Galeoto), Bega - Rossi, Paro, Raggio Garibaldi, Fabiano - Sculli, Figueroa (Gasparetto), Greco la formazione del Genoa del secondo tempo. Le reti sono di Paro, Figueroa e Sculli. «Lui pure - osserva Gasperini - potrebbe essere considerato un nuovo acquisto importante». Si replica mercoledì, sempre a Neustift. Poi, venerdì ad Alessandria, il debutto dalle parti di casa.
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10/07/2007
Anna Billò, da bordocampo con il Genoa in serie A
È la giornalista della porta accanto, sarebbe la gioia di papà e mamma: presentategli una come lei, vi faranno un sorriso largo così.
Perché Anna Billò è brava, bella, simpatica. Ha scelto di cercare gloria dove la gloria di solito è roba solo per maschietti. Nessuna paura, ci ha provato e sta vincendo la sua sfida. Nata per il giornalismo, un lavoro che è qualcosa di più. Ha un sogno, diventare una telecronista. Non è facile. In Italia è ancora un tabù. Ma lei sfaterà quel mito. Garantito.
Lavora per Sky, ormai sono tre anni. Da due stagioni voce e occhi da bordocampo quando gioca il Grifone. Dalla C alla A, «è stato emozionante seguire questo doppio trionfo del Genoa. Mi fa piacere aver portato fortuna».
Piace perché quando parla lei quasi quasi ti sembra proprio di essere lì. Un metro e spiccioli dalla panchina di Gasperini eppure sei dall'altra parte della barricata.
Piace perché quando ti racconta la sua storia capisci che il giornalismo non è soltanto una professione. Per lei è cuore, passione, amore. A diciotto anni dalla Lombardia a Roma. Laureata con una tesi sul giornalismo sportivo femminile. Per capire se davvero si può sognare: «Soprattutto avevo focalizzato l'attenzione sul fatto che in Italia non c'erano donne telecroniste». Ne parleremo più avanti. Poi, tanta radio, prima di entrare a Sky. Si occupa di tutto il calcio dalla a alla z, servizi durante la settimana quindi nel week end in giro per l'Italia.
Lei e il Genoa, questo è il prossimo capitolo. Come detto, sono due stagioni che segue il club rossoblù. A Marassi ma anche in trasferta. «È stata un'esperienza bellissima, ho conosciuto un gruppo fantastico di persone anche a livello umano». Lumezzane, Giulianova, Teramo, San Marino: un passo dopo l'altro verso la serie B. «In quella stagione ho visto stadi davvero particolari, più in generale quello della serie C è un calcio diverso che regala un'atmosfera in qualche modo unica».
Juve, Bologna, Spezia, Napoli: un dribbling dopo l'altro verso la serie A: «L'ultima gara in casa con la formazione di Reja è stata davvero speciale, lo stadio di Marassi faceva venire i brividi».
Che un bel giorno - dopo la promozione matematica in serie B, mentre si stava dirigendo verso Piazza De Ferrari per la festa - è stata fermata da un gruppo di ragazzi. Piacere, siamo Gli Zingari della Val Borbera: volevamo dirle che abbiamo creato un fans club dedicato ad Anna Billò. Proprio a lei. Per loro è la numero uno, andate a scoprire il sito su internet.
E Anna? Ha sorriso e ringraziato, anche un pizzico imbarazzata: «Sono stati molto gentili e carini, via mail mi mandano tutte le novità del loro sito», racconta.
Qualche giorno di vacanza, poi si ripartirà. Stessa spiaggia, stesso mare? Chissà, non sa ancora se seguirà ancora il Genoa. Comunque vada è stato un successo. Anna Billò e il Grifone, la prima volta fu un colpo di fulmine. E sarà un altro successo. Per lei. Ricordate qualche riga sopra? Quel sogno. Lei (che racconta), l'Italia (che gioca), la Coppa del Mondo (che diventa tutta azzurra).
Sarebbe il sogno perfetto per la telecronaca perfetta: «Bisogna "vedere" la partita, dare ritmo alla gara anche se magari non è particolarmente avvincente e per farlo bisogna essere preparatissimi. È la cosa più bella , perché sei tu che devi far vivere al telespettatore che si trova davanti alla tv quello che sta accadendo sul campo».
Cile-Honduras, Mondiale Under 19 di qualche anno fa: la prima telecronaca non si scorda mai. Per la prossima vi vediamo al Mondiale dei big nel 2010? «So benissimo che è un sogno, sono felice anche così: mi ritengo già fortunata perché faccio un lavoro che mi piace tantissimo».
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