05/08/2007

Pensieri sparsi

Stamattina mi sono alzato con le orecchie che ancora fischiavano, il frastuono della Nord ieri sera mi ha riportato ai vecchi tempi... quando ero uno sbarbatello pieno di illusioni sulla vita, pieno di speranze ed entusiasmo, avevo l'energia e la spensieratezza per conquistare il mondo. E il mio mondo aveva un punto di riferimento, una presenza costante che si faceva viva nei momenti più impensabili, magari quando ero a scuola, quando cercavo disperatamente di far notare la mia presenza ad una ragazza, quando stavo facendo tutt'altro, ogni tanto - chissà perchè - mi veniva in mente un coro della Nord, una azione travolgente della domenica precedente, una delle mille emozioni che la Gradinata mi regala e dovevo nascondere il luccichio che puntuale inumidiva i miei occhi.
Ieri sera, dicevo, ieri sera in Nord ho visto tanti ragazzini che mi hanno ricordato il me stesso di 10/15 anni fa, urlare, incazzarsi, soffrire, addirittura piangere... e gli ho voluto bene, un bene che forse a me stesso non sono mai riuscito a volere, e in loro ho visto tutto l'immenso amore che mi lega al Genoa, e a tutti i valori che il Genoa rappresenta.
Vorremmo qualche soddisfazione dal Genoa, ma questo è facile, le vogliono tutti i tifosi dalla loro squadra: ma il Genoano no, è diverso, il Genoano si commuove ai successi del Genoa come il genitore si commuove alla laurea del figlio maggiore, il Genoano vuole che il Genoa vinca perchè non ne può più di vedere il proprio padre (che inizia ad essere in là con gli anni) soffrire ed avvelenarsi gli ultimi anni - quelli che una volta sistemate le pendenze ed i debiti nei confronti della vita dovrebbero essere sereni e rilassati.
Il Genoano nel Genoa vede la storia della sua città, della sua antica Repubblica, dei tempi gloriosi che furono, e nei successi come nelle sconfitte la storia del Genoa ricalca quella della città; comunque vada, e le antiche fortificazioni che ci circondano sono lì a testimoniarlo, noi ci saremo. Sempre.
A volte mi sembra che noi, i Genoani intendo, ci siamo presi una responsabilità che va ben oltre le nostre capacità e possibilità. Ci siamo presi carico delle sorti e del futuro del Grifo, lo difendiamo come un genitore difende un figlio, lo incoraggiamo e gli indichiamo la strada, gli dedichiamo buona parte delle nostre energie fisiche e mentali. Spesso quello che noi possiamo fare non è sufficiente, spesso è una goccia nel mare - e ci sono annate come queste in cui sembra veramente tutto inutile - ma dalla nostra avremo sempre l'orgoglio di chi si è battuto fino in fondo e se alla fine è morto - cazzo, è morto combattendo. E difendendo quello in cui crede.
A questo punto rimane una certezza: quando arriveranno i tempi belli noi potremo dire di esserne stati gli artefici, di averli conquistati lottando con l'anima e coi denti e non di esserne stati semplici testimoni. Io vivo per quel momento, che sarà dolcissimo, più dolce che fare l'amore con la donna che amo.
E spero quel giorno di essere ancora in tempo, di poter andare da mio padre e dirgli, "Pà, t'æ vistu? Ghe l'emmu fæta!"

Ho visto per la prima volta il mio amato Grifone una domenica di molti anni fa quando retrocedemmo in serie C, ma nonostante la delusione la scintilla scattò e da quel momento ho perso poche partite nella mia vita. Creammo un gruppo di amici di San Teodoro che facevano parte del tifo “caldo” di quei anni. Ricordo le trasferte oceaniche con indosso il basco color granata insieme ai fondatori della Fossa (Dario, Gianni, ecc..).
Nasceva un mito: noi eravamo la Fossa dei Grifoni.
Sono passati molti anni e con mia moglie, da sempre con me allo stadio, siamo sempre li, vicino ai nostri colori.
Mio figlio e mia figlia sono sempre nella Nord con il DNA RossoBlu.
Ho fatto questo lungo preambolo con uno scopo: ringraziare i ragazzi della Nord, anche ieri sera siete stati COMMOVENTI.
Il mio cuore si riempie di gioia nel vedere tanti ragazzi così attaccati alla maglia, così pieni di passione.
E' PER MERITO VOSTRO CHE LA NOSTRA STORIA NON FINIRA' MAI.
Abbiamo qualcosa di diverso dagli altri: siamo genoani e ci dispiace per chi non può capire queste cose, per chi non riesce a vivere questi sentimenti.
GRAZIE GRADINATA NORD.

04/08/2007

Genoa e Samp

 

I liguri sono persone generalmente ragionevoli e ricche di buon senso. Apparentemente saggi e rotti a tutte le esperienze, difficilmente perdono la calma e smettono la maschera di scetticismo. L'unica cosa che li trasforma completamente è il calcio, e in particolare una squadra: il Genoa. Qualsiasi tifoso genoano nasconde dentro di sé una doppia personalità, un mister Hyde incontrollabile che sconvolge tutti i capisaldi della sua personalità. Per il Genoa si spendono i soldi del biglietto(e questo, direte voi, è normale; in realtà veder giocare il Genoa non vale quasi mai il prezzo del biglietto). Per il glorioso "Grifone", il ligure cinico e sferzante cala la maschera e si accalora, litiga, sbraita, rotea gli occhi e diventa paonazzo; se si parla di Genoa, il zeneize perde immediatamente il senso dell'autoironia. Va bene scherzare sulla moglie, sulla mamma, sui figli, sulla morte; ma non sulle cose davvero importanti. Per il Genoa, ancora, il tifoso perde(almeno in parte) la sua sfiducia nel futuro, pronto com'è a credere ogni estate alle promesse di acquisti mirabolanti e obiettivi di classifica mostruosi. Il Genoa lo delude, in media, nove anni su dieci ma il tifoso non demorde, e continua ad avere incrollabile fiducia nei colori rossoblù. Forse perché la squadra, fornendogli continue delusioni, gli permette di lamentarsi continuamente, di mugugnare, di soffrire: insomma di coltivare il suo innato masochismo. Completamente diverso, ma non meno preoccupante, il caso del tifoso della Sampdoria: dopo decenni di campionati vissuti sul filo del rasoio, sempre a rischio di precipitare in serie B, negli anni della presidenza di Paolo Mantovani(1979-1993) ha abituato i suoi spettatori a vedere bel gioco e tante vittorie importanti, compreso uno scudetto. Il ligure sampdoriano non si è montato la testa, anzi ha fatto ricorso al lato "inglese" del suo carattere: durante i trionfi ha mantenuto aplomb e distacco, e dopo le sconfitte ha finto autocontrollo e serenità. Oggi, finiti i giorni di gloria e conosciuta nuovamente l'onta della serie B, il sampdoriano va allo stadio soltanto se la squadra offre spettacolo e gol, perché a soffrire non è più abituato. Il genoano invece ci va in ogni caso: se la squadra vince potrà permettersi un giorno di gioia sfrenata(o quasi, perché già si manifesta l'apprensione per la prossima partita); se perde scaricherà la rabbia repressa assediando gli spogliatoi e sputando veleno su arbitri, presidente, allenatore e giocatori.

Qualche piccola e inutile considerazione

Al Sig. volpi della zampi: ricordo bene quando al termine della vostra grande vittoria nel derby di ritorno dell'anno di scantamburlo tu, dopo avere cavallerescamente duellato tutta la partita con avversari di sì grande valore e dopo avere accettato le raccomandazioni di braccino sul non concedere nulla ai cugini per avvantaggiare il ritorno di sciarpagialla, per cercare di amplificare ancor di più il tuo senso di lealtà e di sportività oltre che di fratellanza, pensasti bene di detergere con la tua saliva il volto di un nostro centrocampista. Non lo dimentico e tu faresti bene a dimenticare quelle vittorie contro un'accozzaglia di scappati da casa che vestiva la nostra maglia e pensare al 23 settembre. Non vedo l'ora di incontrarti. E per il momento tu, il tuo presidente e l'oculato ad smettetela di parlare di noi. Non ne siete degni. pensate a lodare la banda di sciamannati che chiamate tifoserie in modo da racimolare qualche tessera in più prima di iniziare la distribuzione di quelle omaggio per cercare di gonfiare la quota.
Allo stesso sciarpagialla. Leggo di un'intervista all'insopportabile lucarelli che afferma di come egli, prima di andare a deliziare i compagni ucraini attratto dalle sirene monetarie (anche se lui nega), avesse già concluso un accordo con la zampi che però non fu portato avanti perchè il ciccione si sarebbe opposto sostenendo che quella sarebbe stata l'unica squadra a cui non lo avrebbe venduto, sennò non avrebbe più potuto camminare per Genova. Ma ti reputi così importante? Pensi che ancora ti consideriamo dopo tutto quello che ci hai fatto? Ma chi sei? Ma vendi chi vuoi a chi ti pare. Come se poi noi non sapessimo che, in realtà, il tentativo di riabilitazione altro non è se non l'ennesima bugia, posto che ruzzolo mai avrebbe pagato la cifra che richiedevi. Se volevi tirartela da genoano lo dovevi dimostrare prima quando eri purtroppo il presidente e hai fatto di tutto per farci retrocedere e poi al momento del nostro ripescaggio allorché eri uno dei più fieri oppositori a tale soluzione nei nostri confronti. Per amore dello sport? Lascia perdere.
Alle nostre autorità cittadine: vedo che imperterriti avete continuato nel programma di dilatazione dell'orario di divieto di vendita di alcolici allo stadio, con buona pace dei cristi titolari dei bar che hanno l'unica vera entrata settimanale da questa occasione e dei tifosi che neppure possono bersi una birretta prima dell'inizio della partita. Tuttavia il divieto NON è esteso alla ristorazione. Vorrei solo che mi spiegaste la ragione per la quale se io vado al ristorante o in pizzeria posso bere un litro di whisky in pace, mentre se mangio un panetto devo necessariamente bere cocacola. ma siete sicuri che sia meglio che la gente vada a bersi la birretta altrove? E poi, quale sarebbe la ragione di tale rischio per l'ordine pubblico se da anni allo stadio (per fortuna) non succede niente? Misteri italici che mai saranno svelati. veri e propri dogmi. Chi ci capisce è bravo.

20/07/2007

Squilibrare l'equilibrio

Squilibrare l'equilibrio, questo è ciò che sta facendo quel Lanzichenecco del Sig. Preziosi. In una città refrattaria, col cervello di ghisa, le gambe di piombo, i piedi con le radici, il portafoglio con le catene, le tasche cucite, le penne con l'imbuto, le bocche in playback, il maniman col sigaro cubano e la scrivania troppo larga.
Squilibrare l'equilibrio, che non conviene a chi sta già bene così, a chi aveva il giocattolo e ora non ce l'ha più, a chi pucciava il biscotto e ora deve fare tutto a mano, a chi entrava gratis in tribuna e ora deve pagare, a autogatto Ruzzolo e a mototopo Sciarpagialla, a Lupo de Lupis Farispenti, al Gerundio Gargamella, agli amici degli amici, che io do una cosa a te e tu dai una cosa a me, alle aree da utilizzare, al bando da approvare, alla linea del metrò, quant'ebbella Anna Billò.
Squilibrare l'equilibrio, che chi avrebbe la possibilità di migliorare va bene così, anzi meglio un po' di meno che un po' di più... maniman...
Squilibrare l'equilibrio, di chi ha sempre ragione, di chi fa corporazione, blaterando, sorridendo, sproloquiando, inventando, si dice, fonti vicine alla società, che non sbaglian mai, che han più peli del culo sulla lingua, che tra le chiappe... eh mou belin Teresa no mou credeivo ciu, ti t'aviesci tanta barba sciu pe a canà do cu...
Squlibrare l'equilibrio, di chi spara gran minchiate e pretende di non pagare, di chi attacca e liscia il pelo, di chi s'indigna da una parte e fa finta di niente dall'altra, di chi quando fa i servizi sui cacirri gli vien la voce come se stesse raccontando Cappuccetto Rosso.
Squlibrare l'equilibrio, di chi gli rode il culo se non sta davanti, che ogni michiata è buona per vincere un derby, di chi si sente mancare l'ossigeno se il Grifone vola in alto, di chi...e questa è casa mia...e qui comando io...eeeeee io voglio sapere chi viene e chi va....
Squilibrare l'equilibrio di chi ormai ha perso di brutto lo 'stile zampi' e che si trova per le mani 'sta bella gatta da pelare
Squlibrare l'equilibrio di chi ha capito che la ruota sta iniziando a girare dall'altra parte, e solo a pensarlo gli gira la testa, e giù fumo, fumo negli occhi, e tamponare, tamponare le falle, programmare? sì sì tu dì che programmiamo inventa ipotizza, ma intanto bisogna star davanti
Squilibrare l'equilibrio alla maggioranza dei genoani, il cui sguardo arriva dove finisce il naso, e sentono tremare il terreno sotto il culo, scottati da decenni di nulla, abituati a trovarsi nel letto Ave Ninchi (con tutto il rispetto Signora) e di colpo la Bellucci e cosa fanno? via in bagno a farsi una succosa pippa e la Bellucci? aspetta aspetta che finisco di farmi la pippa, tanto poi torno e ritrovo la Ninchi...
Squilibrare l'equilibrio, dei genoani mugugnoni, che con lo sguardo seguono Criscito che fa boogie jumping sulla Savona-Torino, che han paura di Legrottaglie, e dimenticano Ramora e Arrieta, che chiunque arriva ora al Grifo non è abbastanza buono, mentre sognavano con Musiello, Podavini, Brilli, super Mario Civitanovic, Busatta, Magnocavallo accidenti a lui....belin io credevo anche in Attila Birlik ve lo ricordate? mi son detto 'belin sto qua è buono' ATTILA BIRLIK!!!!!!! e si squilibra l'ebqulibrio perchè Borriello va per fica...VA PER FICA!!! OH VA PER FICA!!! il mio sogno? Borriello capocannoniere circondato dalle conigliette di Playboy e i genoani che 'belin chi cazzo è?' TROMBATEVI QUEL CANCELLO CHE AVETE NEL LETTO BELINE! CHE BORRIELLO FA GOL E VA PER FICA!
Un writer (un grande) uno o due anni fa ha scritto 'un giorno i genoani saranno incazzati perchè la Stella sul petto non è stata cucita colo filo dorato'...ti abbraccio.
Squilibrare l'equilibrio che la Società Genoa sta tracciando rotte, come quando è iniziato il Calcio, che la Società Genoa, coi dovuti tempi e magari anche senza sentirsi rompere i coglioni, sta FACENDO, sta COSTRUENDO, sta METTENDO FONDAMENTA, è ATTIVA, INTERVIENE, PROPONE, STA APRENDO LE ALI PER FAR TORNARE A VOLARE IL GRIFONE, E I SOGNI PRENDONO CORPO, GLI OCCHI BRILLANO E I GENOANI HANNO IL DOVERE E IL PIACERE DI VIVERE IL GRIFONE COME BAMBINI...IO VOGLIO ANDARE ALLO STADIO CON LO ZUCCHERO FILATO E IL PALLONCINO PER MANO A MIO PAPA' poi se mi trovo a tener la mano dei miei due ninin SONO UN NININ ANCH'IO...E GODOOOOOOOOO
SQUILIBRA GLI EQUILIBRI JOKER...CHE I MIEI SOGNI SONO SOPRA UN AQUILONE...

19/07/2007

DAI CHE SI PARTE GRIFONE....

Un'anima. Quattro artiglii. Due forti ali. Una coda. Grifone. Amico dei genoani da decenni. Mai schiavi davvero. Sempre lontani, un poco selvatici. Diversi dai normali, uguali a nessuno. Viviamo con te. Alcuni per te. Altri di te. Non ho mai pensato a una vita lontana dal Genoa, il tuo odore è l'odore della vita per me. Lo scivolare della mia mano sulla bandiera lucida, sporca di fango o bagnata di pioggia è un emozione, un dono, un brivido ogni giorno ti vedo ovunque occhi lucidi profondi come canyon. Ali. Muscolose. Piene di un'energia che non si può scrivere. Un fiato dolce da padre, una carezza di una madre. Una voce di un fratello. Gambe di tendini, di forza, di veloce fuga. Per chi come me inizia il sogno alla mattina quando, mi sveglio e penso alla cosa che piu ho nel cuore. Per chi il vivere di genoa nel mondo rappresenta un magico attraversare una vita altrimenti scevra di poesia. Per tutti quelli che si fermano un attimo la sera ad ascoltare il suono sublime pronunciandome il nome, Che solo ad ascoltarlo mette paura.Il Grifone, Il vecchio Grifone Nel mezzo di sospiri e sguardi. Per noi tutti questa grande passione diviene una catarsi, un orizzonte, una meta. Ad una giovane e bellissima donna ho detto poco tempo fa che per me il genoaè un angelo. Ti salva dalla bruttezza e dalla volgarità di questo mondo.Ti salva la vita. Davvero. Quando sei per lui. Quando sei con lui. Tutto torna tutto va a posto. Come una musica. Un vento selvaggio. Un sapore antico. Non puoi fare a meno del Genoa soprattutto non devi. Genoa, pensieri fatti di dolore, sofferenza, e passione. Irrinunciabile compagno di vita. Luminosa scia nel buio. Una Stella forse. Sicuramente una parte delle nostre anime. Non è così per tutti. Per noi questo, per altri macchine da soldi. Quante volte ti ho visto con lo sguardo sofferto e il respiro finito. Quante volte, vecchio Grifone con le ali infangate dall'uomo che tiene le redini di questo mondo incredibile e troppo lontano dalle nostre coscienze per essere capito davvero. Comunque io e voi, per sempre, in silenzio, guardiamo quel fato che si fa nuvola nel freddo del mattino, ed esce dalla robusta bocca acquilina di un essere antico e ricco di tutto quello che voi, diversi, non avrete mai. La tenerezza di un'anima selvaggia. La forza della fede.Avanti Vecchio Grifone si ricomincia...

02/07/2007

IL RITORNO

Abbiamo corso a perdifiato tra le pietre, siamo saltati tra i rovi e la macchia, ci siamo arrampicati tra cataste di sassi sempre più alte, appositamente e sapientemente costruite da altri, per cercare di renderci meno agevole il cammino, per scorgere la fine della salita e per cercare di vedere più lontano.
Negli ultimi due anni abbiamo urlato con tutte le nostre forze, quasi fossimo impazziti, presi dalla rabbia di non riuscire a dimostrare la nostra innocenza.
Abbiamo litigato tra noi, abbiamo rischiato di non avere più nessuno con cui dividere le nostre emozioni. Vedovi inconsolabili della nostra fede.
Quante volte ci siamo ripetuti che se avessimo avuto poteri magici avremmo cercato di riparare alle ingiustizie ed agli affronti subiti.
Eravamo stanchi e stremati dal cercare di difenderci da nemici vicini e lontani, sconosciuti o meno.
Ma la cosa più importante è che non abbiamo chinato la testa.
Nessuno di noi lo ha fatto.
Nonostante tutto e tutti.
E meritatamente siamo tornati a casa.
La nostra casa. In serie A.
Anzi è lei, questa volta, la serie A intendo, che ci ha bussato alla porta come fosse stato un forestiero, un ospite qualsiasi.
Sorridente e felice di rivederci dopo ben dodici lunghi anni, addirittura come se mai ci avesse incontrato prima d'ora.
"Sono la serie A" ha detto presentandosi per darci il benvenuto e continuando " sono venuta perchè mi narriate la vostra storia, perchè mi mostriate il vostro mito, il vostro amore e soprattutto mi raccontiate la vostra leggenda"
Ed aggiungendo:
" Perchè mi meritate vero? Siete proprio sicuri? Davvero eh?"
Ci ha colti alla sprovvista.
Siamo rimasti sorpresi ed arrabbiati allo stesso tempo di queste parole.
Gli abbiamo fatto capire senza mezzi termini che era la benvenuta ma che, pur sempre bramata ed agognata, non saremmo stati più disposti a soffrire per accoglierla.
Ce la siamo meritata la sua visita.
Noi.
Senza alcun dubbio.
La sua venuta non è certo piovuta dal cielo. Ci siamo sudati il suo arrivo.
La invitiamo ad entrare e, per meglio ospitarla, buttiamo della legna nel camino immaginario che, in questi ultimi anni, ha contribuito a bruciare speranze ed incenerire innumerevoli sogni.
Tiriamo fuori il vino migliore.
Glielo offriamo.
La osserviamo mentre si rilassa e gode nel cercare di conoscere quelle vite che palpitano e bramano l'Idea platonica rossoblu.
E' allora che ci chiede e supplica mostrarle quelle storie, quel mito, quella leggenda di cui tanto ha sentito parlare.
Subito, allora, prendiamo il quaderno della Storia Rossoblu e gliele leggiamo.
Una di seguito all'altra
Ma dopo avergliele lette repentinamente strappiamo le pagine e le gettiamo nel fuoco con un gesto meditato ma inatteso.
Lei è confusa e ci chiede preoccupata: " ma le conoscete a memoria quelle storie? Ne avete altre copie? Sarebbe un peccato che un tesoro di tale portata svanisse per sempre tra le fiamme dell'oblio.
Soprattutto la favola riferita agli ultimi due anni che racconta le vicende della vostra personale araba fenice.”.
Le versiamo dell'altro vino e nel mentre le rispondiamo seccamente: “ Orsù, facciamo un bel brindisi! Sono storie vecchie, anche se bellissime ma ora dobbiamo scriverne delle altre, è necessario"
E così facendo le indichiamo orgogliosi una libreria piena di quaderni dalle pagine bianche ed intonse.
Alè Genoa.
Alè Genoani.

24/06/2007

Non avevo mai pianto allo stadio

Seguo il genoa da quando avevo 6 anni, con papà nei distinti, ora ne ho 35, avrò perso forse una decina di partite in casa, le ho viste tutte, dal gol di tomas alla juve di maifredi a pelliccia che dopo aver segnato un inutile gol si porta le mani alle orecchie come al tempo faceva delvecchio, ma non avevo mai pianto allo stadio. mi riallaccio al post di stamatina per dire che anche mio padre se ne è andato da genoano, nel 1999 e mi ha detto che si consumava ma voleva vivere per rivedere la serie A. quando leggevo del terzo anello, dico la verità, non ci credevo molto che papà fosse lassù, ma ora ho un'immagine :il pareggio di piacenza definitivo e rubi che indica il cielo ed esulta; in quel momento tutto è riemerso.
Papà che mi compra la maglia di martina al coordinamento dell'ex corte lambruschini, scanziani a modena, papà che dimagriva giorno dopo giorno ma comprava sempre il mercantile e malediceva il mago sirian alla tv (ci vedeva lungo papà ). io credo che il genoa davvero rappresenti una metafora della vita, che ti dà ogni volta delle mazzate che contengono un retrogusto di rinascita. io credo che rubinho indicasse anche papà. papà avrebbe amato tanto gasp, silenzioso e concreto come lui. ebbene si, ho pianto allo stadio. ho pianto con rubi. ma tanto. e non vedo l'ora di comprare a mio figlio la maglia di rubi. siamo in A, fratelli, ci siamo tutti. ma tutti davvero.

19/06/2007

E ORA IL MERCATO

Dopo la gioia, le feste e il racconto delle emozioni è il momento di pensare al futuro, alla squadra che verrà allestita e al prossimo campionato di serie A che sarà durissimo. Il Genoa parte con un allenatore come Gasperini che ha saputo riportare i rossoblu’ in serie A e quindi gode di grande e meritata fiducia da parte di pubblico e società. Di lui conosciamo tutto, compreso il modulo con cui giocherà. Atteggiamento che non verrà cambiato. E allora divertiamoci e divertitevi a fare la vostra formazione e a sognare qualche colpo di mercato. Secondo me Rubinho, Bega, De Rosa, Sculli, Di Vaio, Fabiano, Rossi, Milanetto, come minimo, vanno confermati, ma anche Adailton. Leon, Coppola e Gasparetto meritano di stare in gruppo. Per il resto ci vorranno quattro acquisti di spessore e un paio di jolly esperti da affiancare alla presunta squadra titolare. Voi cosa ne pensate?

GRAZIE GENOA, GRAZIE A TUTTI


Sono qui a scrivere e la mia mente va a tutto quanto è successo in questi dodici anni. Impossibile non voltarsi indietro in una giornata di festa per il ritorno in serie A del Grifone. Una tragedia dietro l’altra, una catena di Sant’Antonio di drammi sportivi assurdi. Ora pero’ tutto è stato cancellato da un’impresa meravigliosa. Grazie al presidente Preziosi, grazie a tutta la società al tecnico Gasperini e ad un gruppo di giocatori fantastico e che in tanti anni che seguo questa squadra non ho mai visto. Secondo me il Genoa ha vinto la sua scommessa dopo la sconfitta di Pescara che sembrava la fine di un sogno. Da lì Preziosi e Gasperini sono ripartiti in sintonia con l’intervento esperto di Pastorello. Sono arrivati giocatori importanti a gennaio e da quel momento è stata una cavalcata trionfale. Alla fine c’è stata la sofferenza, ma come dice Pippo Spagnolo: sei genoano, vuoi anche vincere?. Ora viene il bello, ne sono sicuro, perchè c’è entusiasmo e un presidente che dopo tante amarezze giustamente vuole togliersi qualche soddisfazione. In piu’ Preziosi è un dirigente che sa di calcio. Ora tocca voi: scrivete le vostre sensazioni il giorno dopo la fine dell’incubo. �

 

15/06/2007

Adesso so perché

Insomma, oggi sono già 3 giorni in A. Uno in più, per ora; e ho l'impressione che i giorni saranno molti e molti e molti, questa volta. Ce lo siamo meritati. Noi tifosi. Certo, i giocatori anche.. il buon Gasperini, certo... Ma noi, ancora di più. Soltanto la Genoanità può formare un individuo in modo completo: ad ogni gioia, corrispondono almeno 3 disgrazie. Siamo la rappresentazione fisica del fenomeno teorico chiamato “legge di Murphy”, e nient'altro come quei due colori è in grado di insegnare all'individuo le virtù della pazienza, della speranza e della fede.
Io, che ho soltanto 24 anni, ho imparato a mie spese cosa significhi soffrire per un gioco. Fino a qualche anno fa, quando mi arrabbiavo perdendo a cirulla, schernivo mio padre perchè tutte le settimane era lì a soffrire, davanti ad un televisore o ancor di più appoggiato alla sua ringhiera arancione. La cirulla, pensavo, dipende da me. Questi 11, invece, sono solo piccoli omini del subbuteo che però giocano da soli, e tu non hai potere. E allora, perchè arrabbiarsi? Perchè soffrire? Mi ricordo come fosse ieri il 10 giugno 1995. In pizzeria, la sera. Mio padre giù di corda come mai l'avevo visto prima. Allora ero una bambina, ed ero così lontana dal mondo del calcio e del cuore che batte a mille, del tempo rallentato e del proverbiale sangue marcio. Adesso, dopo 12 anni, sono in grado di capire perchè.
Perchè questo è un amore che non tradisce. Un amico, un amante, un compagno che mai, in nessun caso, abbandona. Fa soffrire, certo, ma nessun amore può dirsi vissuto senza qualche bagarre. L'unico amore che siamo disposti a condividere con decine di migliaia di persone. Centinaia di migliaia. Senza gelosie, senza possessività, con par condicio: quando fa male, fa male a tutti. Quando fa bene, ne fa per tutti.
Ho visto mio padre talmente felice domenica scorsa da riuscire a sollevarmi in un abbraccio enfatico. E posso assicurare che prendermi in braccio è una gran bella impresa.
Papa' sta serio mentre guarda la partita, non canta e non batte le mani. Lo sguardo fisso sul campo, concentrato, quasi dovesse imparare a memoria ogni minuto giocato. Ogni tanto sbuffa e impreca, ogni tanto urla di gioia. Poi, ritorna composto, appoggiato lì, nel posto che ormai ha la forma delle sue braccia conserte. Ma questa volta, negli ultimi cinque minuti, non ce l'ha fatta. Il campo non lo guardava nemmeno più. Guardava, come tutti noi, suo fratello, che con l'auricolare all'orecchio riferiva passo passo quella che sarebbe divenuta l'impresa della Triestina. E quando mio zio ha urlato, col suo consueto vocione, 'è finita!', la compostezza di Papa' è andata a farsi benedire. Come Iachini, come Lari e Arena. Come Firenze, come nano e sciarpagialla, come Carraro, come Alvaro, come i bigliettini, come la C. Come la B. Tutto a quel paese, tanto spazio ce n'è. All'inferno lo spazio non finisce mai: alcuni tra quelli appena nominati ci andranno a vivere, quindi hanno preso e riferito informazioni. Uno in particolare, ne ha prese sui costi, che non si sa mai. Ha cercato un appartamento all'inferno che sia svincolato, oppure in comproprietà. E' nell'Eden che il posto scarseggia. Pare che posti ce ne siano soltanto venti in tutto, ed è facilmente intuibile quanto sia complesso guadagnarsene uno. Ma come Papa' mi ha scritto domenica 3 giugno per placare la mia disperazione, “ogni conquista più è sudata più ha valore”. E adesso, la conquista è fatta. Godiamocela.

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