15/11/2007
Iniziztiva Beppe Grillo
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22/06/2007
Per ridere un po.....
Ecco a voi MAZINGA ...... ZETTO il robot che parla Zeneize
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20/06/2006
Un principe extracomunitario nel fantasmagorico cabaret planetario
“Lo hanno arrestato come un bandito!” Emanuele Filiberto di Savoia“Ma un bravo poliziotto, che sa fare il suo mestiere, sa che ogni uomo ha un vizio, che lo farà cadere…” Francesco Dé Gregori - Il bandito e il campione.
Primo di Aprile 2006: se qualcuno vi avesse avvicinato in strada, per chiedervi quali di questi tre eventi era il più probabile nei famosi “prossimi 100 giorni”:
o Berlusconi perde le elezioni;
o La Juventus finisce in serie B;
o Vittorio Emanuele IV arrestato per associazione a delinquere e sfruttamento della prostituzione.
Avreste risposto con un'alzata di spalle: «Oh grullo, che stai a dire: Berlusconi l'è belle che cotto, lo dicon anche i sondaggi…le altre son tutte bischerate…». E invece...
(di Carlo Bertani)
Invece viviamo nel più fantasmagorico cabaret planetario mai esistito, dove il gioco delle parti è oramai la regola e non l'eccezione: i re gestiscono un giro di puttane e i grandi capitalisti un giro di arbitri; le une e gli altri - dobbiamo ammetterlo - sono figure di grande potere, giacché amministrano i più amati aspetti ludici dell'esistenza, gioco e sesso.
Forse il regal rampollo è soltanto un giocherellone, un player che si era messo “in affari”: chi lo arresta? Un giudice, ovviamente, che però si chiama Woodcock - quasi Woodstock - un magistrato italiano che, per rispettare i canoni della commedia, assume un nome anglosassone, fugando così definitivamente i sospetti che durante la Seconda Guerra Mondiale - mentre i poveri alpini crepavano gelati in Russia - la monarchia italiana facesse pappa e ciccia con quella inglese.
Ma la storia non finisce nemmeno qui: poteva mancare il giornalista-profeta che aveva intuito tutto? In anni lontani, quando in paesi come il Sudafrica c'erano regimi dichiaratamente razzisti e la comunità internazionale aveva dovuto - almeno pro-forma - sottoporli all'embargo sull'acquisto di armi, il nostro reale rampollo divenne rappresentante della Agusta (sì, quella degli elicotteri) e, non si sa come, riuscì ad aggirare - forse grazie alle sue nobili origini - le maglie dell'embargo.
Risultato? Tanti begli elicotterini made in Venegono (Varese), con le nere mitragliatrici ai portelli laterali, pronte a colpire chiunque si ribellasse ad un regime che lasciava morire per terra la vittima di un incidente stradale se non arrivava l'ambulanza esattamente correlata al gruppo razziale d'appartenenza del ferito. Gli elicotteri dell'Agusta sorvegliavano dall'alto, e talvolta intervenivano, quando c'era il rischio che il famigerato battaglione Buffalo - composto dalla peggior feccia bianca sudafricana - non ce la facesse a raggiungere il “target” giornaliero di neri ammazzati come cani.
Non contento di tutto ciò - mentre si trovava sul suo panfilo al largo della Corsica, sul confine delle acque territoriali italiane - il regal rampollo si rammentò che i suoi avi nascevano per censo già ammiragli: all'avvicinarsi di un'imbarcazione battente bandiera del Reich germanico, forse sopraffatto da atavici rancori, sparò con un Garand (arma da guerra, vietata la sola detenzione, pena anni 9 e mesi 6 di reclusione) contro il vascello nemico.
Risultato: un giovane turista tedesco morto dopo settimane d'atroci sofferenze.
Beh, direte voi, ma il Codice Penale, la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo, l'enciclica Pax Christi, il manuale delle Giovani Marmotte non affermano forse che chiunque, nobile o plebeo, uccida volontariamente deve essere giudicato e condannato alla pena riservata agli omicidi?
Ma certo! Cosa credete, che il progresso del diritto dai tempi di Montesquieu sia acqua fresca? Perdinci! La corte francese (competente per territorio) si riunì e giudicò quell'atto infame.
Il processo fu però avocato dalla Procura Generale di Parigi: non era il caso di lasciare ai plebei giudici corsi il grave fardello di segnare il destino di un re. La città che aveva ghigliottinato Luigi XVI e Maria Antonietta non volle perdere il privilegio di rinnovare le proprie tradizioni: il re vada alla sbarra come un qualsiasi cittadino! Liberté Egalité Fraternité!
Una perfida fata morgana confuse - però - la lucidità di quei giudici: quando il boia stava già oliando la lama della ghigliottina, improvvisamente giunse, inaspettata, la piena assoluzione.
Non conosciamo le motivazioni di quella sentenza e possiamo soltanto fare delle ipotesi: forse i magistrati francesi non erano stati informati che la Seconda Guerra Mondiale era terminata da più di un quarto di secolo. Forse pensarono ad un tardivo ricongiungimento della monarchia con la guerra partigiana: può darsi che l'equivoco di una così scandalosa sentenza nacque da un'errata interpretazione delle perizie fornite dagli esperti navali.
Pare che il Principe avesse scambiato il numero identificativo dello yacht tedesco con quello della corazzata Bismarck: bene avete fatto altezza - dissero i giudici - ad opporvi, come un eroico Enrico Toti, ai terribili cannoni da 381 della warship nazista con un solo, modesto fuciletto da fante. Per quanto ci sforziamo, non riusciamo a capire come una persona che uccide con un colpo di Garand un giovane che si sta rilassando sullo yacht di papà possa farla franca.
In Italia la sentenza non fu proprio ben accolta, vista anche la scarsa popolarità della monarchia sabauda; in uno spassoso fondo su “L'Espresso” Giorgio Bocca chiese di sospendere la disposizione transitoria che vietava l'ingresso in Italia agli eredi al trono maschi: “Tornate altezza, tornate” - scriveva - “vi troveremo anche un posto all'INPS, basta che non andiate più in giro per il mondo a farci fare queste brutte figure.” Sì, forse abbiamo fatto bene - seppur tardivamente - a seguire il consiglio di Bocca, ma il guaio è che adesso il tormento l'abbiamo in casa!
Non possiamo più ripristinare la disposizione transitoria che vietava l'ingresso in Italia agli eredi maschi di casa Savoia, e non sarebbe nemmeno giusto perché qui il problema investe una sola persona (anche se pare che sia immischiato nella torbida vicenda anche il cugino, Simeone di Bulgaria); d'altro canto, anche per i francesi invasori valeva la stessa regola: non tutti i francesi sono ladri, ma Buonaparte sì.
Certo che il buon Principe - sempre sfuggito alle maglie della giustizia - se proprio “bandito” non è, dobbiamo almeno ammettere che ha accumulato nel corso degli anni un discreto “pedigree” giudiziario, solo che il rango ha offuscato tutto.
Il giovane tedesco ucciso era figlio di un magnate dell'economia tedesco, ma a nulla valsero i numerosi (e costosissimi) ricorsi contro la sentenza dei giudici parigini, che definire “iniqua” significa usare il più edulcorato degli eufemismi. Se uno qualsiasi di noi avesse ucciso - senza ragione apparente - il figlio di un miliardario tedesco dove si troverebbe ora? Come minimo a sfogliare le albe con il sole a scacchi per qualche decennio: e poi raccontano che il “sangue blu” non porta vantaggi; domani stesso cercherò d'acquistare su Internet un titolo nobiliare, lo pagherò in una sola “botta” con il PostaPay.
C'è però un aspetto giuridico che vorremmo sottoporre all'attenzione del giudice Woodstock - pardon, Woodcock - ossia il problema della cittadinanza. Il real rampollo ebbe a lamentarsi pochi giorni or sono - nel bianco salotto delle Supreme Porte, ospite dell'Insetto - che «tuttora, non aveva la piena cittadinanza italiana». Ma, allora, siamo in presenza di un cittadino extra-comunitario che ha contravvenuto alla legge Bossi-Fini, grazie alla quale - non dimentichiamo - schiere di pericolosi delinquenti con i piedi scalzi sono rispediti al mittente affinché non infettino l'italico stivale! E non finisce qui.
Una delle ultime “riforme” del governo Berlusconi inseriva nel corpus giuridico un concetto interessante: pene minori per gli incensurati e maggiorate per i recidivi.
Facciamo il punto: traffico d'armi ed omicidio (sul giudizio della corte francese, va beh…) ed oggi associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, collusione con la criminalità organizzata e sfruttamento della prostituzione. Sarebbe stato meglio se i giudici francesi l'avessero condannato e schiaffato dentro alla (ricostruita) Bastiglia: già, perché adesso siamo noi a dover togliere le castagne dal fuoco al rampollo Savoia. Come dite? Condannarlo? Gli unici Re imprigionati che ricordo furono Maria Stuarda, Giacomo I, Luigi XVI e lo zar Nicola II. Meglio non sfidare la storia.
Dal punto di vista strettamente giuridico - se i difensori del Principe accettassero un consiglio - suggerirei di puntare sulla Bossi-Fini: in fondo, si tratterebbe solo di rispedire al mittente uno dei tanti sans papier che ingombrano le piazze italiane. Uno di più od uno di meno…sì, forse sarebbe la soluzione migliore: coperto dal pietoso velo della notte, il Principe potrebbe partire - incolonnato in mezzo ai Mahmud ed agli Hassan - da un aeroporto secondario con destinazione la Libia od il Marocco, con scalo straordinario a Ginevra. Sarebbe il primo extra-comunitario svizzero ad essere rispedito al mittente: sì, forse è l'unica soluzione onorevole.
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15/12/2005
Harry Potter.......

10:13 Scritto in Off Topic Interesting | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: Genoacfc1893
06/12/2005
Vendesi Audi A4
Scusate l'OT Clamoroso....
Un amico ci chiede di pubblicare detto annuncio
Vendesi AUDI A4 1.9 TDI AVANT - anno 2003 - Ottimo stato - Grigio Metallizzato- Urgente Realizzo - Prezzo Interessante.
Per info Scrivere a me....
E scusate per l'OT ma era importante!!!
19:10 Scritto in Off Topic Interesting | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
12/09/2005
Ciapano'....
Il ciapanò è un gioco di carte nel quale per vincere il giocatore deve evitare di prendere (ciapa - nò) le carte con il valore più alto, i cosidetti "carichi".
Il buon giocatore evita di tenere in mano le carte alte fino alla fine, perchè perderebbe la partita in modo disastroso.
Rimandare i problemi di gioco nel ciapanò è un esercizio pericoloso.
A ciapanò, se si hanno dei carichi non si può bluffare.
Un grande perdente del ciapanò è stato Bettino Craxi, poi andato all'estero a rifarsi una vita.
Un altro pessimo giocatore, del resto ha imparato da Craxi, è Silvio Berlusconi; è pieno di "carichi" e, per distrarci, continua a fare battute da avanspettacolo.
Gli italiani stanno aspettando l'ultima mano, quella delle elezioni.
E poi, tra qualche anno, gli dedicheranno una bella targa a Milano, appena sotto a quella di Bettino.
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Da Stefano Benni la terribile verità su Bush
"Cari terrestri,
dopo l’Iraq e Katrina, pensavo che avreste capito, ma vedo che è ora di buttare la maschera.
Il mio nome, per voi è George W. Bush.
Ma non è il mio vero nome.
Pensate a quello che ho combinato in questi ultimi anni.
Non ho mai servito il mio popolo, ma soltanto gli interessi di pochi petrolieri, mercanti di armi e miliardari assortiti.
Ho vinto le elezioni con trucchi miserabili.
Ho riempito la America di poveri, ho decuplicato i carcerati, ho moltiplicato i terroristi.
Ho invaso l'Iraq con la scusa di armi nucleari che non esistevano, e non sono neanche riuscito a vincere la guerra, stiamo lì rintanati e blindati, senza più muovere un dito mentre gli iracheni si massacrano.
E mai che abbia silurato un generale, o cambiato una strategia,o ammesso di avere sbagliato.
Perché mi va bene così, terrestri.
E gioco a golf nel mio ranch mentre i marines stremati e isterici sparano addosso ai civili, ai giornalisti, ai funzionari italiani .
E gioco a golf nel mio ranch quando gli scienziati avvertono che un uragano senza precedenti sta per abbattersi sulle coste degli Stati Uniti.
E non torno neanche dalle vacanze, non mando neanche un soldato in più sul posto, non faccio neanche controllare le dighe, dico solo “chi ha i soldi se ne vada, magari a Tahiti”.
E quando l’acqua sommerge una delle più belle città americane, io dico “sparate agli sciacalli, e tutto tornerà a galla”.
E li lascio cinque giorni, ad annegare nel caos dei soccorsi.
E mentre tutto il mondo parla di effetto serra, io consento ai petrolieri di trivellare l’Alaska, le mie multinazionali disboscano l’Amazzonia e io dico che gli scienziati sono dei fottuti allarmisti filoterroristi.
E ormai me ne frego anche del Senato e della stampa americana.
Ma cazzo, non avete ancora capito chi sono?Il mio nome non è George W. Bush, ma Groghus Warwag Bustarshuk, e vengo dal pianeta Godblessme, il pianeta più militarista, stronzo e malvagio della galassia.
Sono in missione per conto di Octane, il mio dio molto più potente e cazzuto del vostro.
Il mio compito è quello di distruggere il pianeta Terra, e lo sto facendo con cura, giorno per giorno.
Non ci credete?
Beh, pensateci bene. Quanto sangue è corso,e quanto è peggiorata la vita negli Usa e nel mondo da quando sono presidente? Certo il merito non è tutto mio, ci sono altri distruttori e assassini. Ma su tutto governa la mia incompetenza, la mia arroganza, il mio nefasto talento di distruggere, senza mai saper dialogare, costruire, pacificare.
Che mi crediate incompetente o malvagio, ricordate che sono l’uomo più potente del mondo, quello in grado di fare più danni, e finirò il mio lavoro, per la grandezza di Octane.
Sono io il nemico numero uno, la Madre di tutte le Sciagure Galattiche, e voi ve la prendete con Obi-uan Osama Bin Laden.
Beh, Osama è effettivamente un mio amico, ma resta sempre un misero terrestre.
Altri due alieni sono in missione con me sul vostro pianeta.
Uno si chiama Nanius Berlamerdus Lagnalagna, è un tricointermittente del pianeta Pecunia, l’etnia più vanesia, arraffona e bugiarda della galassia.
L’hanno mandato in missione insieme a me. Non era un mio vice, era la mia merenda, ma è scappato miracolosamente ed è riuscito a farsi eleggere presidente del consiglio in un Paese vassallo.
Il terzo non posso dire chi è, ma non è Luttwak, anche se dal grugno si direbbe.
Ebbene, ora che il mio piano sta per avere successo, posso svelarmi.
Continuerò a non firmare il protocollo di Kyoto, a trivellare il mondo, e se l’uragano fa fuori qualche migliaio di negri pezzenti, chi se ne frega, abbiamo sempre i rapper di Mtv e Colin Powell.
Continuerò a servire gli interessi dei petrolieri e dei mercanti di armi, inventerò le ultime guerre preventive, continuerò a minacciare a distruggere invece di occuparmi del mio Paese, che è tornato ai tempi del Ku Klux Klan.
Continuerò a giocare a golf, e a camminare come John Wayne, anche se il motivo del mio incedere balzellante non sono le cavalcate selvagge, ma un emorroide spaziale di cui soffro.
Continuerò a indicarvi falsi nemici per non farvi vedere chi sono i veri nemici.
E quando sarete estinti, prenderò la mia astronave, che è posteggiata sotto il Pentagono, e me ne tornerò nel mio pianeta.
Il mio maggiordomo-merenda Nanius Berlamerdus andrà a Tahiti, ma le Hawai saranno già sommerse, e lui vivrà come un paguro in un guscio di Gucci.
Non avrò più bisogno di trucchi elettorali, né bombardamenti. Tutto finirà in fretta.
Peccato soltanto che, quando il vostro pianetuzzo sarà distrutto, non potrete farmi un monumento. Mi piacerebbe una grande statua in mezzo a una palude. “A Grogus Warwag di Godblessme, il marine dello spazio, il grande disinfestatore dell’America e dell’Umanità”.
E non dite che sembro umano: anche se non ho sedici braccia e la bocca a tre stadi come Calderoli o non parlo saturniano come Tremonti, sono un vero warwaghese.
Guardate bene il mio sguardo: è lo sguardo di un uomo talmente pieno di sé, da odiare il resto del mondo.
E’ lo sguardo dell’alieno.
Vi ho fregato terrestri, sia antiamericani, sia filoamericani. Mi do’ dieci e lode".
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09/09/2005
RISCHIO ATTENTATI.... ITALIA AL SICURO
Perchè l'Italia dovrebbe essere al sicuro ?
Perchè Bin Laden ha dichiarato :
"E' molto difficile fare un attentato in Italia".
In realtà alcuni documenti del SISDE rivelati recentemente affermano che BinLaden ci ha provato, tempo fa diede ordine di organizzare un attentato aereo in Italia. Due terroristi, provenienti da un Paese del Medio Oriente, arrivarono a Napoli con la ferma determinazione di eseguire "il castigo di Allah per gli infedeli italiani". Ecco com'è andata.
Domenica ore 23:47
Arrivano all'aeroporto internazionale di Napoli, via aerea dalla Turchia: escono dall'aeroporto dopo otto ore perchè gli hanno perso le valigie. La società di gestione dell'aeroporto non si assume la responsabilità della perdita e un impiegato consiglia ai terroristi di provare a ripassare il giorno dopo: chissà, con un po' di fortuna... Prendono un taxi: il taxista (abusivo) li guarda dallo specchietto retrovisore e, vedendo che sono stranieri, li passeggia per tutta la città per un'ora e mezza. Dal momento che non proferiscono lamentela, neanche dopo che il tassametro raggiunge i 200 euro, decide di fare il colpo gobbo: arrivato alla rotonda di Villaricca, si ferma e fa salire un complice. Dopo averli derubati e coperti di mazzate li abbandonano esanimi nel Rione 167.
Lunedì
ore 04:30
Al risveglio, dopo la mazziata, ambedue i terroristi riescono a raggiungere un albergo sito in zona piazza Borsa. Decidono quindi di affittare un auto presso la Hertz di piazza Municipio. Quindi si avviano con direzione aeroporto, ma giusto prima di arrivare a piazza Mazzini, rimangono bloccati da una manifestazione di studenti, uniti alle tute bianche anti-global ed ai disoccupati napoletani, che non li fanno passare.
Lunedì ore 12:30
Arrivano finalmente in piazza Garibaldi decidono di cambiare dei soldi per muoversi più liberamente: i loro dollari vengono cambiati in biglietti da 100 euro falsi.
Lunedì ore 15:45
Arrivano all'aeroporto di Capodichino con la ferma intenzione di dirottare un aereo per farlo cadere sulle torri dell'Enel del centro direzionale. I piloti ALITALIA sono in sciopero perchè chiedono la quadruplicazione del salario e vogliono lavorare meno ore. Stessa cosa per i controllori di volo, che pretendono anche la pinza obliteratrice per tutti ("altrimenti che controllori saremmo?", hanno dichiarato). L'unico aereo disponibile che c'è in pista è uno della MARADONA AIR con destinazione Alghero e ha 18 ore di ritardo... gli impiegati ed i passeggeri sono accampati nelle sale d'attesa... intonano canti popolari... gridano slogan contro il governo ed i piloti! Arrivano i celerini... cominciano a dare manganellate a destra e a manca, contro tutti... si accaniscono in particolar modo sui due arabi.
Lunedì 19:05
Finalmente si calmano un poco gli animi. I due figli di Allah, coperti di sangue, si avvicinano al banco della MARADONA AIR per acquistare i biglietti per l'aereo con destinazione Sassari, dirottarlo e farlo schiantare contro le torri Enel. Il responsabile MARADONA AIR che gli vende dei biglietti, tace il fatto che il volo, in realtà, è già stato cancellato.
Lunedì 22:07
A questo punto, i terroristi discutono se continuare oppure no... non sanno più se distruggere Napoli è un atto terroristico o un'opera di carità.
Lunedì 23:30
Morti di fame, decidono di mangiare qualcosa al ristorante dell'aereoporto: ordinano panino con la frittata e impepata di cozze.
Martedì 04:35
In preda a una salmonellosi fulminante causata dalla frittata, finiscono all'ospedale San Gennaro, dopo aver aspettato tutta la notte nel corridoio del pronto soccorso. La cosa non sarebbe durata più di un paio di giorni, se non fosse subentrato un sospetto di colera dovuto alle cozze.
Domenica 17:20
Dopo dodici giorni escono dall'ospedale e si trovano nelle vicinanze dello stadio San Paolo. Il Napoli ha perso in casa con il neopromosso Palermo per 3-0, con due rigori assegnati alla squadra siciliana dall'arbitro Concettino Riina da Corleone. Una banda di ultrà della "MASSERIA CARDONE", vedendo i due scuri di carnagione, li scambiano per tifosi del Palermo e gli rifilano un'altra caterva di legnate. Per di più il capo degli ultrà, un tale detto "Peppo o Ricchione", abusa sessualmente di loro.
Domenica 19:45
Finalmente gli ultrà se ne vanno. I due terroristi decidono di ubriacarsi per la prima volta nella loro vita (anche se è peccato!). In una bettola della zona portuale gli rifilano del vino adulterato con metanolo e i due rientrano al San Gennaro per l'intossicazione. Gli viene anche riscontrata la sieropositività all'HIV (Peppo non perdona).
Martedì 23:42
I due terroristi fuggono dall'Italia in zattera con direzione Libia, semiorbi per il metanolo ingerito e con una dozzina di infezioni a causa del virus HIV. Giurano ad Allah che non tenteranno mai più nulla.
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04/09/2005
Sproloquio
Non esiste un popolo italiano; esistono circa 60 milioni di persone molto diverse tra loro che stanno lentamente imparando a parlare la stessa lingua, processo ancora in corso, e che in ogni caso non parleranno mai esattamente lo stesso italiano e avranno sempre mentalità molto differenti tra loro. Immaginiamo quali differenze possano esistere in una vasta comunità di 250 milioni di individui che occupano il territorio degli Stati Uniti e chiediamoci quanto senso ha parlare di popolo americano. Oh, certo, i primi a parlarne sono loro, ma lo fanno perchè la retorica del patriottismo stelle e strisce li pervade fin dal momento in cui fanno il primo vagito e li accompagna lungo tutta la loro esistenza. Il sistema americano si autoalimenta con il potere, il denaro e la retorica. L'educazione mira a fornire perfette specializzazioni, lì ci sono infatti tra i migliori college e uiniversità del mondo, senza arrivare però alla concezione europea che, probabilmente perchè molto più antica, ha una visione culturale globale. Una larga fascia di americani non può permettersi comunque le migliori scuole, come non può permettersi i migliori ospedali e tutti i prodotti del benessere capitalistico. Il risultato finale è che, nè tra i ricchi, nè tra la classe media, nè tra i poveri esiste veramente un pensiero comune americano. Lì, oltretutto, nemmeno in ambito religioso esistono forti convergenze; non c'è una Chiesa che prevale e comunque anche quelle maggioritarie non fruiscono della presenza di un capo religioso. Tutto questo per dire che la visione che un lontano europeo ha del popolo americano è spesso di grande compattezza col "capo", mentre invece si tratta di una realtà profondamente frastagliata a causa dei motivi sopra esposti : educazione, condizione sociale ed economica...oltre che a dettagli quale la razza e i luoghi dove si vive. Forse è proprio questa l'intenzione della casta che comanda gli USA : mantenere queste forze differenze. Il vecchio motto romano : divide et impera è sempre attuale. Ianna dice che il "popolo americano" non è solidale con la gente che soffre nel mondo, soprattutto a proposito delle bombe dei propri governanti. So per certo, anche se anchè lì il tappo dell'informazione c'è (ma non c'è paragone tra la loro stampa e quella italica..) che milioni (sì, milioni) di persone non erano d'accordo sin dal primo momento con l'intervento in Iraq e che il fronte si è via via allargato. So per certo che molti hanno anche manifestato. Ma penso anche di sapere che molta gente, tra cui molti di quei poveri cristi che oggi soffrono in Louisiana nemmeno sanno dove si trovi l'Iraq ed ho forti dubbi che sappiano qualcosa delle motivazioni della missione "nuova Babilonia"..come ho persino il sospetto che qualcuno addirittura ignori la guerra. Vi pare impossibile? Credo che chi, anche minimamente, conosce un po' di realtà statunitense non mi giudichi un pazzo. Il "popolo americano" è una moltitudine di persone che vive in vaste megalopoli, come New York, Miami, Chicago, Los Angeles, San Francisco...nelle paludi della Lousiana, nelle vaste praterie dell'Iowa e del North Dakota, nell'eccentrica Las Vegas, nei deserti dell'Arizona e del New Mexico oppure nello splendido isolamento del Wyoming e dell'Oregon. Un continente profondamente diverso al suo interno in tutto e per tutto. Tenuto insieme dal "sistema" che poggia le sue basi nell'ignoranza e, peggio, nella retorica del patriottismo. C'è un americano medio? Non uno solo, ne esistono alcune tipologie. C'è quello delle grandi città, un po' più acculturato e "progressista"; c'è quello delle ricche province, tradizionalista e conservatore; c'è quello delle province più decentrate, che si bea della sua ignoranza. Ma poi ci sono gli ispanici, i neri (nemmeno più loro ormai compatti), i californiani (che fanno storia a sè), i Nativi pacificati e quelli sempre più incazzati. In politica ci sono i Repubblicani e i Democratici, immensi partiti all'interno dei quali esistono persone che la pensano in maniera completamente diversa tra loro. Alla fine la nomination l'ottiene sempre il candidato che ha più soldi e che sa fingere meglio di altri di essersi spostato al centro ..ebbene sì, anche lì è necessario ricorrere alla stessa tattica alla quale sono costretti da noi i DS e AN.. Il presidente è normalmente eletto da un'esigua minoranza di persone che si iscrive a votare. Ma sarebbe ingeneroso non ammettere che qualche tentativo di migliorare alcune cose i Democratici lo abbiano fatto. La figura di Kennedy è probabilmente troppo avvolta dal mito e dalla retorica, ma Jimmy Carter prima e l'amministrazione Clinton dopo hanno provato a scardinare il sistema dell'assistenza sanitaria e dell'istruzione pubblica. Sono stati insuccessi, perchè il sistema resiste e contrattacca e se persino presidenti di discreta personalità, appoggiati da schieramenti non trascurabili, devono piegare la testa credo che sia difficile pretendere molto dal "popolo americano" delle paludi e dei sobborghi di Atlanta. E' chiaro che, a furia di prendere sberle, certa gente dovrà prima o poi svegliarsi e cercare di guardare in faccia la realtà. Bush è stato rieletto non per le sue prove di "machismo", quanto perchè una parte di americani ha creduto alle sue fandonie relative alla difesa dei "valori"; ricordo le parole di un'amica, residente a New York che, incazzatissima, mi disse : "pensare che sono proprio le zone dove Bush ha avuto largo consenso che danno spesso i natali ai peggiori serial killer..". Eh, si perchè a votare Bush sono stati soprattutto i provinciali ignoranti e conservatori. Chissà cosa pensa oggi questa gente, per la quale i "valori" sono così importanti. Quale valore occorre dare ad un Bush che nemmeno salva le apparenze, interrompendo le proprie vacanze? Non penseranno niente, evidentemente per loro non ha molto la valore la vita e la dignità di persone che già si trovano in questo mondo.
Ma abbiamo ragione di giudicare noi in italia, con lo scempio berlusconiano e con un'opposizione cialtrona? Hanno ragione di giudicare buona parte degli europei, solitamente ipocriti e arroccati nella difesa del loro particolare? Perchè non ci hanno pensato gli europei a sbrigarsela nella guerra alle porte di casa nelle repubbliche ex jugoslave, senza attendere l'intervento degli odiati americani? Perchè poi non se la prende nessuno con l'Australia che spara alle imbarcazioni dei profughi che si avvicinano alle loro coste ? Perchè nessuno protesta contro le mancanze di libertà in Cina? La ragione dice che di umanità se ne trova ovunque, ed io ne ho trovata nelle occasioni che ho avuto di stare negli Stati Uniti. La storia dice che gli imperi fanno sempre delle porcherie e degli abusi. E' sempre stato così ed è inutile che gli europei facciano finta di niente, visto quello che hanno saputo fare nel mondo, oltre agli inglesi, i francesi, gli spagnoli, i portoghesi, gli olandesi. Provate ad andare a chiedere a chiunque abbia sangue indio in Messico cosa ne pensa ancora oggi degli spagnoli... Sono sicuro che se il "sistema europeo" avesse ancora gli imperi non si comporterebbe meglio degli americani. Attendo di vedere come si comporterà la Cina appena avrà preso pieno possesso del suo ruolo di super potenza, ma già adesso si può trarre qualche spunto dalla situazione in Tibet (del quale non si interessa nessuno). Ometto di parlare dei russi di ieri e di oggi, per adesso.
Fatto tutto questo sproloquio, non credo che si debba perdere nessuna occasione di manifestazione di solidarietà, non solo per pietà umana. Gli uomini quando hanno potere si comportano generalmente da prepotenti e vogliono conservare il loro sistema. Sta agli altri, a tutti gli altri, cercare di portare avanti - in modo solidale - la parte buona dell'umanità che esiste ovunque ci siano donne e uomini. Altrimenti si fa solo il gioco di vuole controllare, dividere e risolvere le faccende con le bombe.
Ultimo sassolino, sempre per giustizia, almeno come la vedo io. Nel mondo tanta gente ha diritto di essere fortemente incazzata. In assoluto quelli che hanno più motivi di esserlo sono gli africani e i Nativi americani. Ma loro non si fanno esplodere nelle metropolitane e non buttano giù grattacieli. Non esiste nessuna ragione che giustifica azioni di questo tipo, nè vale la frase "se la sono cercata". In questo senso mi erano piaciute le dichiarazioni di Bertinotti dopo gli attentati di Londra. Ma queste è ancora un'altra storia.
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