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31/07/2007
Il derby che vorrei
La sveglia, implacabile, suona alle 8 come ogni giorno, che ci sia il derby o che non
ci sia.
Lei non sa che giorno è oggi e fa il suo lavoro con precisione e perizia.
Apro gli occhi e avverto già quel senso di oppressione alla bocca dello stomaco
classico da stracittadina.
Doccia e colazione cercando di non pensare a tra 12 ore circa.
Esco e mi tuffo con lo scooter nel solito traffico del mattino con la testa che cerca
disperatamente di scacciare i pensieri del derby per concentrarsi sul lavoro.
Arrivo in ufficio accendo il pc ma stamattina non vado sul muro, anzi evito
accuratamente di farlo, per evitare che la tensione salga.
Ma non serve anche perchè dalle 9 circa inizia a squillare il telefonino, non posso
spegnerlo, ci lavoro, ma su 20 telefonate 19 mi parlano di stasera.
La carogna sale, lentamente ma con costanza, irrefrenabile.
La mattinata scorre via senza tante rotture di palle e arriva l'ora di pranzo, oggi
temutissima.
So che nel posto dove di solito pranzo, si sprecheranno i commenti pre derby, e so
anche che incontrerò parecchi ciclisti con il solito sorrisino arrogante e di
superiorità, che mi faranno gli auguri quasi irridendomi, certi della vittoria.
Mi conosco e so bene che non esiterei a mandarli in culo ad alta voce, e quindi, per
evitare di cadere nella trappola, salgo sullo scooter e filo a casa.
Mia moglie sa perchè oggi sono tornato a pranzo e cerca di portare il discorso su
altri argomenti.
Ci riesce e passo un paio d'ore piacevoli e con la testa libera.
Arriva l'ora di tornare in ufficio, stavolta non dimenticando di prendere la sciarpa
regalatami da un amico.
Rossoblu e con inserti tricolori.
Ad un estremo c'è stampato il mio soprannome: Ruben.
Scendo le scale arrivo allo scooter e infilo la sciarpa sotto la sella.
Il tragitto è breve, troppo breve per mettere insieme pensieri compiuti.
Fortunatamente in ufficio ci sono diverse cose in sospeso e quindi me ne occupo.
Ricevo altre telefonate e la carogna sale, sale, sale.
Ecco l'ora di staccare dal lavoro, scendo al bar e mi sparo un Aperol soda, pizzico
qualche stuzzichino, faccio un paio di telefonate.
Sono le 20 ed io sono ancora in centro.
Ho in tasca un biglietto di distinti e un appuntamento fuori dai distinti alle 20.25.
No, non è tardi, solo che non ce la faccio a vedere quelle RUMENTE a righe, e quindi
al derby arrivo sempre un minuto prima del fischio d'inizo, provvisto del mio
cappellino da baseball con visiera, che regolarmente giro verso quelli là.
La visiera girata mi consente di non vederli neanche e questo mi fa star meglio.
Dò uno sguardo alla Nord e come sempre la pelle d'oca si fa strada dappertutto,
ecco i lucciconi e poi la salivazione si azzera da sè.
Ci siamo le squadre, anzi la squadra, entra in campo assieme alla terna arbitrale e
a 11 personaggi vestiti da ciclisti, dicono tutti veri fenomeni strappati alla bici e
convertiti al calcio da un tale che sembra sia IL SIGNORE DELLA CONTRADA DEL
GHIRO, penso si tratti di un signorotto di Siena...
on ho il tempo di occuparmi di tal garrone che l'arbitro fischia e subito si mette
peggio di quanto immaginassi.
I ciclisti paiono 22, spuntano ovunque, fin dai primi minuti cominciano ad
inanellare calci d'angolo e punizoni, e, proprio da una punizione il nanerottolo
toscano che non mette mai tabacco in quello che si fuma, impegna Brivio in una
gran parata.
Neanche il tempo di riprendersi che su cross dalla destra Bazzani incorna e
stampa il pallone sul palo.
Soffriamo come bestie ma vi devo dire che + soffro e + mi esalto e il tempo passa
+ in fretta.
Metà primo tempo e abbiamo due ammoniti, non riusciamo ad uscire dalla nostra
metà campo, subiamo ma siamo solidi e compatti, i ragazzi sputano sangue,
lottano come pochi, e menano fendenti a tutti quelli che gli passano accanto con
quella ridicola maglia a righe di millecolori(si quelli che ci fan venire il vomito) ma
non riescono a spezzare l'assedio.
Le sole volte che siamo usciti dal guscio abbiamo falito il passaggio determinate
per essere pericolosi.
Continua l'assedio e le palle goal non si contano come non si contano le grandi
parate di Brivio.
Bazzani colpisce altri due pali, poi al 44° Rossini trattiene per la maglia Flachi e
l'arbitro fischia il rigore.
Tra me e me dico"è finita, ora segnano e poi ne becchiamo altri tre".
Va sul dischetto Bazzani, ci aveva promesso un goal e poi il rigore è sotto la curva
delle RUMENTE.
Rincorsa breve, mi sto spappolando i genitali, tiro... Brivo si tuffa sulla destra e
blocca.
Crolla lo stadio e quelli di là sembrano improvvisamente morti.
3 minuti di recupero in cui tutti trano il fiato e poi fine primo tempo.
Sono sudato come non mai e ho le coronarie come una pallina da flipper
impazzita.
Mi siedo e parlo con gli amici di una partita che non possiamo continuare a giocare
nella nostr area, perchè nel calcio a forza di dai e dai un goal salta sempre fuori,
ma dall'andamento del primo tempo sono confortato per lo spirito dei ragazzi che
lottano come leoni.
Sorseggio una bibita guardo l'orologio e mi accorgo che tra 5 minuti inizierà il
secondo tepo.
Respiro profondo e cerco di distrarmi.
Mi aiuta nell'impresa una gnocca serie oro che mi sculetta proprio davanti agli
occhi, sorridendo.
Penso che se mai andasse male magari potrei consolarmi con lei, ma poi penso
anche a mia moglie che ha una serie di coltelli da far paura.
Ed io ai miei genitali ci tengo, mica come Bobbit.
Smaltito il testosterone, i ragazzi rientrano in campo.
Non ci sono sostituzioni, la squadra che gioca contro di noi non so se ha fatto
sostituzioni perchè non ne conosco uno, e poi quelle maglie stile arlecchino li
rendono tutti uguali.
A parte Bazzani.
Lui lo conosco, come potrei non conoscere il centravanti + forte d'Italia dopo
Vieri?
Brivio va sotto la Nord e credo che i ragazzi siano responsabili se gli verrà l'otite a
causa dei loro incessanti incoraggiamenti.
Vedo Giacchetta e Carparelli incitare i compagni ed i tifosi.
Almeno abbiamo un bel gruppo, dico a Diego.
Comincia il secondo tempo ma la musica non cambia.
Chiusi in difesa nella speranza di piazzare la zampata vincente, ma è durissima.
Novellino è sempre in piedi ad urlare ma fino ad ora non è servito.
La Maginot di Claudio regge e anche bene.
Certo però che continuano a fioccare le occasioni e su una fuga di Rabito(il
fidanzato di Jessica)ancora Rossini non può fare altro che stenderlo dentro l'area.
Rigore e cartellino rosso.
E' finita.
Ancora Bazzani sul dischetto, vuole farsi perdonare.
Solita rincorsa... fuori!!!
Gli ululati della Nord hanno fatto il miracolo.
I ciclisti sono impietriti e questa mazzata li rende ancor + silenziosi.
Intanto penso: ma quando mai li ho sentiti?
Prendiamo coraggio e cominciamo ad uscire dal guscio ma siamo imprecisi e,
adesso, nella parte centrale del secondo tempo, rifiatiamo
Cominciano le sostituzioni e siamo alla mezz'ora.
Dopo quanto è successo il pareggio è una vittoria.
Loro hanno comunque altre 4 limpide occasioni sventate da Brivio o sbagliate per
un niente.
Sono allo stremo.
Il quarto uomo dice che ci sranno 4 minuti di recupero, un eternità anche se
adesso le squadre paiono troppo stanche per farsi male.
Mancano 30 secondi alla fine e da un tiro sbilenco da fuori di Malagò, una
deviazione ci regala il primo corner.
Va a battere Bouzaienne.
Cross teso a centro area, saltano in parecchi, una deviazione...
GOOOOOOOOOOOAL!!!
Un delirio!
Non mi accorgo che intanto l'arbitro ha fischiato la fine.
Tutti sotto la Nord in mezzo a cori e canti di gioa.
Dall'altra parte lo sconforto, l'abbandono, il silenzio, l'umiliazione.
La corazzata di Novellino sconfitta da una squadra senza società, senza
presidente, ma con un cuore grande così(scusa Dario)e con un pubblico che fa la
differenza sempre.
Intanto cerco di capire chi ha segnato.
Chi dice Malagò, chi dice Carparelli che addirittura Giacchetta, ma, mentre sto
guadagnado l'uscita sento due babbidiminchia blucerchiati che ce l'hanno con
Bazzani.
Penso: "parleranno dei rigori sbagliati"
E invece capisco che ha segato lui.
Si ha segnato Bazzani, ma nella sua porta!!!
Esplodo ed urlo la mia gioia scatenado la gioia di altri e altri ancora.
Poi però concedo l'onore delle armi ai ciclisti.
Intanto hanno fatto la partita, hanno giocato benissimo, hanno sprecato rigori e
colpito pali.
E noi?
Nulla, difesa ad oltranza ed un tiro in porta con relativa autorete.
Che volete, il calcio è questo.
Rendo omaggio anche a Bazzani, uno che se promette mantiene.
Aveva detto che avrebbe segnato nel derby e lo ha fatto, ma, probabilmente
esausto nel fisico e ottenebrato nella mente a forza di masturbazioni con
entrambe le mani(si sa con la sinistra pare la mano di un'altra)credeva che la
porta sotto la sud fosse la nostra.
Te l'avevo detto Fabio, se fosse vero che chi si masturba diventa cieco, saresti
costretto a giocare con cane lupo e bastone bianco.
Grazie RUMENTE.
Ancora una volta un orgasmo sopra quei colori magici che ci fan venire il vomito.
13:30 Scritto in Racconti | Link permanente | Commenti (0) | Manda
Un Sorriso su una Stella
Non possiamo immaginare quanto sia grande, neanche chiudendo gli occhi e sentendo il sole che ci accarezza o buttando via ombrelli, impermeabili e cerate varie, aprire le braccia e lasciarci inzuppare dalla pioggia battente, provateci, è splendido.
In cima ad una montagna, dove il profumo dell'aria ti fa capire che qualcosa è cambiato, dove ti senti un po' più vicino, tanto che se ti metti in punta di piedi, allunghi un braccio e stendi l'indice ti sembra di potergli fare il solletico.
Quando vedi arrivare nere e immense nubi cariche di pioggia, oscurare le sfumature di azzurro che si mescolano con i tuoi sogni, attraversati dal sereno arcobaleno del tuo sorriso.
In una limpida notte d'agosto, lontano dalle luci della città, quando le stelle sono talmente tante da farti sentire così piccolo ma anche così grande.
Tante come i sorrisi di chi purtroppo non c'è più e sta lassù, seduto sulla sua Stella, con gli occhi carichi d'amore, a vigilare su chi ama e continua la sua vita quaggiù, in mezzo al rumore.
Guardare il cielo ci fa sentire più vicini a quei sorrisi, li sentiamo vivi dentro di noi, abbiamo davanti ai nostri occhi immagini, espressioni, situazioni che ci gonfiano il cuore, che illuminano il nostro volto solcato da una lacrima, una, una sola, ma carica d'affetto.
Sorrisi che non possono morire.
Sono stati troppo grandi quaggiù, sorrisi che hanno sfidato momenti di dolore stringendoci forte, sorrisi che ci hanno mostrato il mondo facendoci affacciare alla finestra, sorrisi che ci hanno mostrato il mare, la sua quiete e la sua rabbia, sorrisi che hanno aspettato con noi il sole andare giù, sorrisi cresciuti insieme a noi, che hanno condiviso esperienze meravigliose incastonate nel nostro cuore come pietre preziose, sorrisi che sono invecchiati, con volti solcati da rughe piacevoli da accarezzare e accompagnati da sguardi sereni e gonfi di emozione.
Sorrisi che ci hanno preso per mano e ci hanno accompagnato alla Vita, donandoci Amore, solo incondizionato Amore, grande e immenso come il Cielo.
Sorrisi anche lontani, ma che ci hanno strappato enormi emozioni, ci hanno fatto sentire orgogliosi di essere uomini e grazie a loro, questo mondo continua a girare, marcio, corrotto e sporco che sia, ma grazie a quei sorrisi, sappiamo che vale comunque la pena vivere e sorridere dei guai e vale la pena cogliere ogni emozione e stringerla forte, vale la pena
amare le cose semplici e in armonia con la natura, vale la pena mostrare il muso duro agli arroganti, rispettare l'Uomo e il Mondo, vale la pena dividere la nostra gioia con chi amiamo e conoscere altri Uomini, perchè ognuno di noi ha tanto da dare, basta mostrare di saper ricevere.
Sorrisi che ci hanno insegnato valori che sono incrollabili fondamenta della nostra vita, che ci hanno regalato gioie urlate al cielo.
Sorrisi che continuano a vivere nelle nostre azioni quotidiane, nei nostri momenti di riflessione e nei nostri sogni, che ci rimboccano le coperte, ci danno un bacio sulla fronte e ci accarezzano augurandoci la buonanotte.
Sorrisi che hanno scorazzato su un prato verde, indossando con Onore e Orgoglio una maglietta rossoblu, che sono diventati parte viva del Popolo Rossoblu e della nostra Passione.
Sorrisi che hanno alzato i loro pugni al cielo, perchè il loro cuore poteva contenerlo.
Sorrisi che passano due orette ogni quindici giorni, comodamente seduti al terzo piano della Nord e cantano, soffrono, piangono, esultano con noi.
Io continuerò per tutta la vita a guardare il Cielo, lasciando volare i miei sogni e stringendo forte a me quei sorrisi, che un giorno incontrerò nuovamente, mi accomoderò sulla mia Stella e vedrò la partita insieme a loro, abbracciando il miei cari, il mio Popolo Rossoblu, illuminati da una grande Stella Rossoblu in Cielo.
A Fabrizio 'Picchia' Gorin e ai Sorrisi che ognuno di noi porta nel cuore.
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30/07/2007
La prima volta
La prima volta che ho visto il Genoa è stato... in TV, anno 1966 o giù di lì: un Novara-Genoa, mi sembra finito 0-0, trasmesso in registrata dal primo canale (come si diceva allora) alle sette di una domenica sera di inizio estate, con il commento di Carosio. Contagiato da un nonno genoano (classe 1893), durante quel mesto campionato di B, mi ero messo a fare una sorta di album, ritagliando dai giornali (in primis il Corriere del Pomeriggio) formazioni, foto e classifiche del Grifone. L'anno dopo, vidi per la prima volta il Genoa dal vivo. Venne a Savona, contro i biancoblù e perse 1-0, gol di un ex, Gilardoni, proprio sotto la gradinata nord, dove si erano ammassati i tifosi genoani. Al ritorno, si era in aprile, entrai per la prima volta a Marassi. Ancora Genoa-Savona 0-0, e restai colpito dal tifo, con il continuo incitamento scandito dai tamburi. Poi più niente fino al 1973. Un Genoa-Cesena 2-1 (doppietta di Manera, se non erro), bellissimo ed esaltante, che ci aprì in pratica la promozione in A (erano i tempi di Bordon, Corradi, Garbarini ecc. )e che ricordo come una delle più belle partite da me viste a Marassi, insieme a un indimenticabile Genoa-Juve 2-2, ai tempi di Pruzzo e di Flipper Damiani.
Quest'anno spero di portare mio figlio, quarta generazione di genoano...
Ora e sempre forza GRifone e Doria merda.
13:20 Scritto in Racconti | Link permanente | Commenti (0) | Manda
29/07/2007
La Prima Volta (5)
Ragazzi la mia prima volta con il Genoa è veramente tanto tanto tempo fa, io avevo quattro anni (anche se mio padre insiste che ne avevo tre) era il 1957 non ricordo assolutamente di che partita si trattasse, ma anche se sembra impossibile ho come un flash della gradinata Nord, completamente sotto il sole, e piena strapiena di gente, tutti però rigorosamente seduti con i cuscini di carta marrone (ricordo male?), io coccolata da tutti gli amici di mio padre, chi mi regalava caramelle, chi mi metteva il suo berretto rossoblù, io ancora non capivo niente di calcio ma ricordo che sapevo che quando il Genoa faceva goal, mio padre esultava come un matto e mi riempiva di baci, e intorno un putiferio. Alla fine della partita si ritornava a casa con la vespa, io stavo davanti in piedi tenendo le mani sul manubrio, e se era andato tutto bene ci si fermava in pasticceria a comprare le "paste".
Quando il Genoa perdeva, mio padre tornava a casa senza spiccicare parola con nessuno e non mangiava nemmeno.
Piano piano crescendo, ho imparato anch'io ad amare il Vecchio Balordo e ad insegnare ad amarlo anche a mio figlio.
Quante emozioni! Ricordo anche una partita che poi è stata sospesa per la neve, qualcuno mi può aiutare?Eravamo in parecchi in gradinata ma poi l'arbitro ha deciso che era impossibile giocare e ha rimandato l'incontro al giorno dopo, e io sempre con mio padre, siamo tornati a casa sempre in vespa (ma un'altra) in mezzo alla neve.
Le emozioni che ci da il Genoa non sono paragonabili a nessun'altra squadra, perchè il Genoa siamo noi, per me è come una persona di famiglia IO VOGLIO BENE AL GENOA, e gliene vorrò sempre, perchè non posso farne a meno!
allora beccatevi sta storia ...
La partita qualcuno l'ha già ricordata ... era Fiorentina-Genoa 3-2,
quello di Antognoni e Martina. Allora ero 12 enne e con me in macchina
c'erano mio padre, mia madre, mio zio e mia zia.
Finita la partita, la violenza già ben presente all'interno della nostra curva
(riempitasi improvvismente di Ultras viola) era ben presto sfociata anche
fuori, nei dintorni dello stadio. Mio zio raccontò di aver visto pure un bambino sanguinante al viso perchè colpito da una pietra. Ci dirigemmo velocemente alla macchina e cercammo la strada più veloce per andarsene. Scena: noi in coda, un ragazzo con la sciarpa viola aveva sottobraccio una bandiera rossoblu di grosse dimensioni che era stata chiaramente rubata mentre un altro lo aspettava sull'altro marciapiede sopra una vespa accesa. Mio zio e mio padre (che sapevo essere stato una testa calda da giovane, ma che non avevo mai visto in azione) si guardano in faccia; è un attimo: si aprono le portiere della vecchia Alfasud arancione, il tipo in motorino fugge a tutto gas, quell'altro è sorpreso è chiuso tra due macchine nella coda infernale, molla la bandiera salta su un cofano e fugge pure lui. Da quel giorno (e sono quasi 20 anni) io ho quella bandiera bellissima ... è bianca con due righe orizzontali rossoblù ed un cuore in mezzo. L'ho portata allo stadio qualche volta ma poi la paura che il proprietario me la chiedesse indietro
mi ha frenato ... comunque il proprietario sappia che è in buone mani !!!!
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28/07/2007
La Prima Volta (3)
La mia prima volta ad una partita vera è stato molto tardi, almeno rispetto a molti di voi. Genoa Rimini 2-0 e promozione in serie A, campionato 1980-81, avevo 12 anni allora. E mi ricordo ogni cosa, la grande A rossoblu posta sotto la nord, lo stadio gremito fino all'inverosimile, dove, nella Nord ma anche in altri settori, si stava così stretti che non ci passava neppure un foglio di carta! Altro che gli stadi di adesso, dove per misure di "sicurezza" ed altro si va allo stadio blindati e tra una persona e l'altra ci passa una macchina! tanto che se ci si stringe tutti, come accade nella Nord, sembra sempre che la gradinata sia mezza vuota! Oh! è stato tardi, ma la mia milizia genoana è molto più antica, da quando a 3-4 anni passavo i pomeriggi a casa dei nonni, con il nonno che, tra una storia di guerra e l'altra, mi raccontava del "suo Zena", di quando si vincevano gli scudetti e il Zena era la più grande società italiana (mio nonno era del '93... proprio come il Grifone), ma già allora, con Berrino e Fossati, erano tempi davvero bui... Di quella partita, ricordo il concerto dei Ricchi&Poveri prima dell'inizio (che palle! ma quando inizia la partita) e che per una settimana non avevo fatto altro che divorare giornali, sapevo la formazione a memoria: Martina, Testoni, Nela, Onofri, Odorizzi, Manfrin, Gorin, Corti, Boito, Sala, Russo e poi Todesco, Caneo, Manueli, Lorini, Somma, Favero... allora le rose erano di 16 giocatori. Conservo ancora il fascicolo del Mercantile a colori di allora, uno speciale pubblicato Giovedì 25 giugno 1981. Una giornata indimenticabile con il gol di Odorizzi a metà del pt e poi di Boito nella ripresa....lacrime agli occhi..
13:30 Scritto in Racconti | Link permanente | Commenti (0) | Manda
27/07/2007
Cartolina da Neustift
16:18 Scritto in Video | Link permanente | Commenti (0) | Manda | Tag: Genoa ritiro neustift calcio serie a
Skuhravy-Aguilera - Il Genoa vola alto
DREAMCUP - Gazzetta
Bagnoli fa scatenare la coppia di attacanti rossoblù. Arrivano le imprese contro Samp e Juve: è zona Uefa. Il miglior Genoa del dopoguerra, grazie anche a "tres dedos", il mancino brasiliano Branco.
Il miglior Genoa del secondo dopoguerra. Quarto posto e qualificazione alla coppa Uefa. Correva l'anno 1991, Genova dominava. Scudetto alla Samp e strepitoso piazzamento dei rossoblù. Le fondamenta di quel Genoa le getta Franco Scoglio, che nel 1989 riporta il Grifo in serie A e l'anno dopo lo tiene a galla con qualche colpo di genio - tipo il trequartista Eranio spostato in fascia - e nonostante una serie di accidenti caratteristici della genoanità, come Carlos "Pato" Aguilera, l'uruguaiano somigliante a Maradona, finito a Marassi, nel senso della prigione, per una storiaccia di prostitute.
IL CORTO E IL LUNGO - Maggio 1990, il Professore saluta - ma ritornerà, eccome - e Aldo Spinelli, il presidente dell'epoca oggi al Livorno, chiama Osvaldo Bagnoli, allenatore del Verona scudettato. Quella del '90 è l'estate del Mondiale italiano e Bagnoli s'innamora di uno spilungone cecoslovacco: si chiama Tomas Skuhravy, di testa sembra insuperabile. Nella mente dell'Osvaldo il disegno è chiaro: Skuhravy sarà per Aguilera quel che Elkjaer era per Galderisi nel Verona '85. "A me piace avere un attaccante grande e grosso abbinato a uno piccolo e svelto", spiega Bagnoli. Skuhravy&Aguilera, il più è fatto.
GLI ORCHESTRALI - Intorno a quei due fiorisce un prato di eccellenti musicanti. La difesa manovrata dal capitano Gianluca Signorini, e puntellata da Torrente e Caricola. Il centrocampo orchestrato da Bortolazzi, sostenuto dalla corsa di Ruotolo, impreziosito dalla qualità di Eranio a destra e di Roberto Onorati sul centrosinistra. Eranio passerà al Milan e andrà in Nazionale; Onorati finirà per disperdere la propria classe. Ciò non toglie che l'importanza di Onorati vada sottolineata oggi per bilanciare una certa sperequazione di allora.
TRES DEDOS - Preso Skuhravy, a Bagnoli manca un tassello, il laterale sinistro. In autunno Spinelli pesca il brasiliano Claudio Branco, detto "Tres Dedos" perché calcia imprevedibili punizioni ad ascensore con le ultime tre dita del piede mancino e colpendo la palla nella valvolina. Branco firma su calcio piazzato due gol che diventeranno poster: alla Samp nel derby d'andata (2-1) e alla Juve nell'ultima trionfale giornata (2-0). A Genova la leggenda di Branco "santo tiratore" continua a tramandarsi e non c'è genoano che almeno una volta non ci abbia provato, a calciare con le tre dita e cercando la valvola come punto d'impatto.
Sebastiano Vernazza
Chissa' magari la vinciamo 'sta coppa 
Vedi la Classifica QUI
15:45 Scritto in DREAMCUP - Gazzetta | Link permanente | Commenti (0) | Manda
La rinascita del Genoa Cricket
13:50 Link permanente | Commenti (0) | Manda | Tag: Genoa Cricket
Incubo
guardo la mia Nord… è splendida come sempre… c’ è un mare di bandiere rossoblu… inizia..’ Chi non salta blucerchiato eh eh… . ’ … faccio due o tre salti… mi guardano tutti male… mi ricompongo. Inizia la partita… mi sento imbambolato… non posso giocare contro il mio Grifo… poi con la maglia del duria!!! ..devo trovare una soluzione… al più presto… sì.. adesso al primo contrasto mi faccio male… mi caccio per terra e inizio ad urlare come un pazzo… si continua a giocare… il Genoa attacca… gioca a memoria… è uno spettacolo.. mi capita una palla tra i piedi… . le do un calcione per mandarla in tribuna… ma la sfiga del genoano non si è distratta… praticamente faccio un lancio millimetrico sui piedi del caprone di sora al limite dell’ area… ’ sto pezzo di merda calcia al volo e segna… ’ ..puttana..bastarda… troia… malefica..ho fatto segnare il sanduria… ma vaffanculo a me… ai due miliardi… a chi cazzo mi ha messo ‘ sta maglia di merda addosso… ’ … . mi sento un verme… arriva il caprone mi abbraccia… ’ ..ebbrave ammura… m’ hai fatte proprie nu belle lancie… ’ … non riesco a dirgli niente… lo guardo… . e appena si allontana… ’ ..ma vaffanculo stronzo… ’ … . ’ c’ hai dettee? ? ? ’ … . ’ ..niente… niente..caprone… gioca… ’ … ora basta mi sono rotto le palle… mi infortunio ed esco… ho già fatto troppi danni’ … intanto finisce il primo tempo… 1-0 per le merde… negli spogliatoi mi metto a piangere nel cesso… . ma improvvisamente… . un’ idea!!!!… ’ … belin… che scemo che sono… . perché non ci ho pensato prima? ? ? … rientro in campo tutto felice… la Nord è una bolgia… i ciclisti nonostante il vantaggio si sentono appena… il Genoa attacca… Castillo entra in area… . gli faccio uno sgambetto clamoroso… mi viene da urlare… ’ arbitroo è rigoreeee’ ..indico anche il dischetto… quel pezzo di merda di arbitro… ammonisce Castillo per simulazione!!! … ’ vacca troia… ma non posso dirgli di tutto… . ci riproverò… ’ … al terzo sgambetto finalmente è rigore!!. Tira Francioso ‘ gooooooooooollllllllll’ …… . la sud comincia a fischiarmi… . godo come un bambino il giorno di Natale!!… la partita volge al termine… siamo ancora 1-1… dobbiamo vincere… farli sprofondare… il Grifo attacca… cross di Gabsi… mischia in area… mi capita la palla tra i piedi… . colpo di tacco clamoroso… . gooooooooollllllllllllll… . mi butto per terra fingendo di disperarmi… . mondini mi consola… . io sto godendo come un bimbo che nuota in un barattolo gigante di nutella!!! … . mi scappa da ridere… . ma devo bossarmela ancora un po’ … lo stadio è uno spettacolo… . vedo tutto rossoblu… . la Nord è una bolgia di belve scatenate con la bava alla bocca… . si alza un coro… . ’ SERIE C SERIE C SERIE C… . ’ … non riesco più a trattenermi… . nuova azione tambureggiante del Genoa… . ennesimo cross di Bouzaienne… a questo punto salto… un’ elevazione incredibile mezzo metro sopra la testa di Francioso… . incorno di prepotenza nel set… . ’ GGGOOOOOOOOOOOOOLLLLLLLLLLLL’ ; … ..inizio a correre ed esultare come un pazzo… . mi tolgo quella cazzo di maglia a strisce… ..corro sotto la Nord… mostro fiero la maglia di ‘ vietato ai baciccia’ … la Nord e in festa… mi applaude… ..qualcuno mi riconosce… ..’ … . grandeeee’ … ..parte un coro..’ tutto per me… ’ … . esaltatissimo corro verso la sud… . tutto lo stadio mi osserva come se fossi un pazzo… . magari hanno anche ragione!!! … arrivo sotto la gradinata ciclistica… mi calo pantaloni e mutande e gli mostro le chiappe… ’ TEEEEEEE… bastardiiiii… . col cazzo che gioco con voi… ..me ne batto le palle dei due miliardiiiiii… . baciatemi il culooooooooooooo… ..’ … . a questo punto mi sento battere sulla spalla… . è mia moglie, che mi trova sul letto… messo praticamente alla pecorina… con le chiappe all’ aria… ’ Te sei pazzo… adesso chiamo la guardia medica… . ti faccio mettere una camicia di forza… ’ … io la guardo… . mi metto a ridere… la bacio… . mi rimetto sotto le coperte… chiudo gli occhi… … doria merda… ..
13:03 Scritto in Racconti | Link permanente | Commenti (0) | Manda
26/07/2007
News da Neustift 26_7 h.1315
13:35 Link permanente | Commenti (0) | Manda



