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24/06/2007

Non avevo mai pianto allo stadio

Seguo il genoa da quando avevo 6 anni, con papà nei distinti, ora ne ho 35, avrò perso forse una decina di partite in casa, le ho viste tutte, dal gol di tomas alla juve di maifredi a pelliccia che dopo aver segnato un inutile gol si porta le mani alle orecchie come al tempo faceva delvecchio, ma non avevo mai pianto allo stadio. mi riallaccio al post di stamatina per dire che anche mio padre se ne è andato da genoano, nel 1999 e mi ha detto che si consumava ma voleva vivere per rivedere la serie A. quando leggevo del terzo anello, dico la verità, non ci credevo molto che papà fosse lassù, ma ora ho un'immagine :il pareggio di piacenza definitivo e rubi che indica il cielo ed esulta; in quel momento tutto è riemerso.
Papà che mi compra la maglia di martina al coordinamento dell'ex corte lambruschini, scanziani a modena, papà che dimagriva giorno dopo giorno ma comprava sempre il mercantile e malediceva il mago sirian alla tv (ci vedeva lungo papà ). io credo che il genoa davvero rappresenti una metafora della vita, che ti dà ogni volta delle mazzate che contengono un retrogusto di rinascita. io credo che rubinho indicasse anche papà. papà avrebbe amato tanto gasp, silenzioso e concreto come lui. ebbene si, ho pianto allo stadio. ho pianto con rubi. ma tanto. e non vedo l'ora di comprare a mio figlio la maglia di rubi. siamo in A, fratelli, ci siamo tutti. ma tutti davvero.

Aggiunte Foto FestA!!

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Il Grifone mette le ali

Da il Secolo XIX Giuliano Gnecco

L'ultimo obiettivo è Giandomenico Mesto,25 anni, esterno della Reggina già nel giro della Nazionale. Sulle sue piste ci sono anche Roma, Lazio, Udinese e Napoli. Persino il Liverpool ha fatto un cauto sondaggio. Però il Genoa sembra disposto a fare un investimento importante, anche per l'ingaggio piuttosto elevato che percepisce il centrocampista. Gasperini vuole due elementi per ogni ruolo, e Mesto sarebbe l'ideale anche come alternativa a Rossi, il quale quando è mancato ha sempre lasciato un vuoto profondo. Già due anni fa Mesto era a un passo dal Grifone, poi con la retrocessione non se ne fece più nulla. Con Foti i rapporti sono buoni, ma quella della Reggina è una bottega molto cara, si limita a dire Preziosi.
Dalla Reggina potrebbe arrivare anche un rinforzo per la difesa: Salvatore Aronica,29 anni da compiere, scuola Juve. Gioca nel ruolo che fu di Criscito, e potrebbe rilevarne la pesante eredità. Contropartita? Ai calabresi piace parecchio Stefano Botta, il quale però potrebbe anche raggiungere Aurelio a Cesena nell'affare Papa Waigo: domani dovrebbe essere presa una decisione.
A centrocampo prosegue il pressing su Matteo Paro, che vorrebbe seguire il suo maestro Gasperini in rossoblù. Però la Juve lo ha destinato all'Empoli nell'affare Almiron, e ancora ieri il ds toscano Pino Vitale ha ricevuto assicurazioni dalla Signora sul fatto che non ci saranno intoppi. Alternative? Lucas Bernardi,30 anni a settembre, argentino mastino della mediana del Monaco: in passato è stato più volte vicino alla Fiorentina. Il suo contratto con la squadra del Principato scade l'anno prossimo, e i biancorossi potrebbero cederlo per non perderlo a parametro zero. A lui è interessato anche l'Espanyol, ma i buoni uffici dopo l'affare Di Vaio potrebbero servire. A centrocampo si balla il tango, perché se per Bolatti del Belgrano le quotazioni sono in ribasso, restano alte quelle di Torres del Racing Avellaneda. Meno esotico il nome di Cigarini del Parma. Come quello di Emanuele Blasi della Juve,27 anni, ultima esperienza alla Fiorentina.
È però tango anche in difesa, dove ballano Maidana del Boca Juniors e soprattutto Bottinelli del San Lorenzo: in settimana si potrebbe trovare un accordo per il difensore della Nazionale argentina. Nell'attesa, al Piacenza sono stati offerti due milioni per Campagnaro, argentinoda soffiare alla concorrenza del Torino, e piace Rinaudo.
L'attacco? Con l'arrivo di Borriello e Papa Waigo può dirsi completo, anzi ci sarebbe qualche esubero. Però la società continua sottotraccia a portare avanti la trattativa con la Fiorentina per il talento bulgaro Valeri Bojinov, in cerca di riscatto dopo la difficile stagione a Torino, sponda Juventus.
La politica? Quella di evitare proclami, di alimentare ulteriori entusiasmo oltre a quelli già provocati dalla promozione. Perché Pastorello, che a Verona ha subito la beffa di una retrocessione con Camoranesi, Gilardino e Mutu, sa che l'impatto con la serie A non sarà facile. E allora è meglio non perdere mai l'equilibrio, perché solo con quello si potrà superare le difficoltà. E allora, anche in sede di mercato, è più saggio puntare su giocatori concreti, che diano ampie garanzie, piuttosto che su nomi magari utili soprattutto per lanciare la volata alla campagna abbonamenti.

 

Il foresto che fa più dei genovesi

Una gloriosa società, un mitico campo di calcio rimasto nei cuori di tutti i tifosi genoani il vecchio Luigi Ferraris, un nuovo stadio, l'attuale che con il tempo ha conquistato simpatie, una miriade di presidenti che passano e salutano ma non incidono, sogni emozioni adrenalina ed entusiasmo che solo il prato verde e gli spalti ti possono regalare.
Una maglia e un grifone ci legano, il rituale domenicale nel tempio del calcio, permette la fusione tra il popolo rossoblu e quel vecchio balordo che è e rimane il Genoa.
La politica del sorriso ha pagato, la maccaia sembra aver abbandonato la sponda rossoblu.
Anni bui, dove l'orgoglio dell'appartenenza al club più antico d'Italia era prioritario sui sogni e sulle speranze, sempre e in ogni modo vanificate (sportivamente parlando) da tutti i presidenti che si sono succeduti alla guida di quest'istituzione.
Ma il popolo si sa, è duro a morire e con nuovo entusiasmo è sempre pronto a dimostrare d'essere presente quando il grifone chiama.
Fiducia a tutti, fino a prova contraria.
È dovuto arrivare un foresto a salvare il Genoa, un vulcano d'uomo a scuotere le fondamenta della società.
L'ardore e il fuoco hanno bruciato tutto, ma dalle ceneri come la fenice l'indomito presidente ha fatto nuovamente spiccare il volo all'immortale grifone.
Siamo nuovamente nell'olimpo del calcio, quello vero.
La scalata è avvenuta dal basso, i gradini erano alti e pieni di trabocchetti.
Ma siamo arrivati e siamo destinati e ostinati a riprenderci il tempo perduto ingiustamente. Tempo perduto con Fossati che ci faceva vivacchiare più in B che in A, mitica la cessione di Pruzzo alla Roma con contropartita di un certo Musiello, mitiche le giornate allo stadio con Arcoleo Girardi Secondini ecc. ecc. in quell'immensa gradinata Nord, che arrivava al bordo del campo.
Di Spinelli sappiamo tutto, eterno secondo dietro quel grandissimo presidente che è stato Paolo Mantovani. Le sue apparizioni in TV sono passate alla storia e fortuna che a quei tempi non esisteva la giallapas-band.
La sua rovina: aver venduto la società ad un certo Enrico Scerni.
Perché si può essere grandi presidenti anche non avendo vinto nulla, vedi Pellegrini dell'Inter, ma uscendo di scena essendo sicuri di vendere la società solo a chi può far meglio di te, almeno economicamente parlando.
Altro genovese e i guai continuano, Enrico Scerni promette e non mantiene. Mauro la sua rovina, l'innominabile la sua ombra.
I tifosi toccano ferro ma non serve a nulla, la sfortuna ci perseguita.
Devastante il mandato, devastante la scelta del suo successore.
Nube che corre, cavallo pazzo, penna bianca all'onore il Signor. Della Costa, un nuovo profumo travolge Genova, ma l'odore è acro.
Stato fallimentare e libri in tribunale. Genova guarda, il suo calcio rischia di scomparire, anche la Samp è sull'orlo della bancarotta.
Girano mitologie strane e strani racconti su quei giorni tormentati.
Chi racconta sicuro di quello che dice, che il progetto occulto fosse quello di avere a Genova una sola società di calcio, chi racconta che Preziosi ha comprato il Genoa poiché non gli avevano voluto vendere la Sampdoria, che Garrone è stato obbligato da non si sa bene chi a salvare la Samp.
Ma stiamo ai fatti. L'unico che è andato in tribunale è stato quel foresto di Preziosi. Di genovesi e genoani nemmeno l'ombra.
Chissà, chi vivrà vedrà.
Ha fatto per ora solo ciò che altri non hanno voluto fare, e per questo non finiremo mai di ringraziarlo, ma, il bello deve ancora venire.
Saremo primi anche in questa classifica, un foresto che incide dove i genovesi avevano fallito.
Grazie Enrico Preziosi.

22/06/2007

Per ridere un po.....

Ecco a voi MAZINGA ...... ZETTO il robot che parla Zeneize 

19/06/2007

La festa!!!!

Special Thanks www.glizingari.com
 
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Cabella Ligure

Cabella Ligure un paese da visitare!!!! 

 

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E ORA IL MERCATO

Dopo la gioia, le feste e il racconto delle emozioni è il momento di pensare al futuro, alla squadra che verrà allestita e al prossimo campionato di serie A che sarà durissimo. Il Genoa parte con un allenatore come Gasperini che ha saputo riportare i rossoblu’ in serie A e quindi gode di grande e meritata fiducia da parte di pubblico e società. Di lui conosciamo tutto, compreso il modulo con cui giocherà. Atteggiamento che non verrà cambiato. E allora divertiamoci e divertitevi a fare la vostra formazione e a sognare qualche colpo di mercato. Secondo me Rubinho, Bega, De Rosa, Sculli, Di Vaio, Fabiano, Rossi, Milanetto, come minimo, vanno confermati, ma anche Adailton. Leon, Coppola e Gasparetto meritano di stare in gruppo. Per il resto ci vorranno quattro acquisti di spessore e un paio di jolly esperti da affiancare alla presunta squadra titolare. Voi cosa ne pensate?

GRAZIE GENOA, GRAZIE A TUTTI


Sono qui a scrivere e la mia mente va a tutto quanto è successo in questi dodici anni. Impossibile non voltarsi indietro in una giornata di festa per il ritorno in serie A del Grifone. Una tragedia dietro l’altra, una catena di Sant’Antonio di drammi sportivi assurdi. Ora pero’ tutto è stato cancellato da un’impresa meravigliosa. Grazie al presidente Preziosi, grazie a tutta la società al tecnico Gasperini e ad un gruppo di giocatori fantastico e che in tanti anni che seguo questa squadra non ho mai visto. Secondo me il Genoa ha vinto la sua scommessa dopo la sconfitta di Pescara che sembrava la fine di un sogno. Da lì Preziosi e Gasperini sono ripartiti in sintonia con l’intervento esperto di Pastorello. Sono arrivati giocatori importanti a gennaio e da quel momento è stata una cavalcata trionfale. Alla fine c’è stata la sofferenza, ma come dice Pippo Spagnolo: sei genoano, vuoi anche vincere?. Ora viene il bello, ne sono sicuro, perchè c’è entusiasmo e un presidente che dopo tante amarezze giustamente vuole togliersi qualche soddisfazione. In piu’ Preziosi è un dirigente che sa di calcio. Ora tocca voi: scrivete le vostre sensazioni il giorno dopo la fine dell’incubo. �

 

Impazzisce Marassi

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