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31/05/2007
Intervista doppia Scoglio - Cosmi
20:20 Scritto in Video | Link permanente | Commenti (0) | Manda
29/05/2007
29 Gennaio 1995 - Per non dimenticare
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LAvezzi compilation di goals
01:30 Scritto in Video | Link permanente | Commenti (1) | Manda
28/05/2007
Storie di football e di vita rossoblu
L'estate del '53 sorprese la Rametta a discutere del ritorno del Genoa in
serie A dopo due anni di cadetteria, e dell'improvvisa e drammatica morte di
Richin Silvestri, l'ultimo dirigente del Genoa -a detta di molti- che
sapesse coniugare abilità gestionale, capacità di mediazione tra squadra e
giocatori, nonchè competenza calcistica.
Il Genoa ne veniva dalla seconda retrocessione della sua storia.
Per me invece era la prima, e non avrei mai immaginato che fosse solo la
prima di una lunga serie.
Gli adulti di De Ferrari, infatti, speravano che finalmente la squadra
riprendesse a veleggiare in alta classifica, dove era sempre stata fino a
pochi anni prima, e io che pendevo dalle loro labbra, credevo ciecamente in
quello che dicevano.
Erano anni, per me, di passione pura.
Non mi ponevo nessun problema di tecnica o di tattica, andavo alla partita
una volta ogni tanto (a quei tempi i ragazzini erano sempre misci) e
chiunque vestisse la maglia del Genoa mi appariva come un fenomeno.
Anni meravigliosi e irripetibili che non dimenticherò mai.
*
L'arrivo di Sarosi come allenatore aveva fatto ben sperare.
Si trattava di un personaggio di rilievo del calcio europeo. Grande
centravanti degli anni '30, aveva guidato l'Ungheria alla finale (persa
contro l'Italia) nel Mondiale del '38, per diventare poi stimatissimo
allenatore.
Laureato, era dotato di una notevole cultura e aveva i modi del gentiluomo.
La sua competenza era notevole e lo si capì anche a Genova quando suggerì l'acquisto
di Schiaffino, fuoriclasse uruguagio che pochi ancora conoscevano.
Purtroppo la Società era perennemente senza soldi e non se ne fece niente
(Schiaffino andrà poi al Milan l'anno dopo e lo farà grande).
A De Ferrari però gli anziani dettero subito una diversa versione, che si
tramanda ancora al giorno d'oggi.
"U gh'aveiva u contratto in ta stacca e u l'ha perso a poker in scia nave
mentre u veniva a Zena, atru che belinate!!!!"
gridavano i più esasperati riferendosi al dirigente del Genoa (non ho mai
saputo chi) che era stato in Uruguay a trattare l'affare.
"Belle rumente de dirigenti che ghemmu!!!"
gli facevano coro gli altri.
*
Tra un discorso e l'altro, le giornate trascorrevano lentamente e si
avvicinava la data del raduno del Genoa, quando un pomeriggio come un altro,
pieno di sole, con la Rametta sistemata all'ombra dei portici dell'Accademia
lato monumento di Garibaldi, e animata da discorsi sui nuovi acquisti, che
come al solito accendevano grandi speranze, ecco fermarsi vicino a noi un
tizio sulla trentina, piccolo e magro, carnagione scura e capelli neri, con
il viso un po' sofferto, due occhi vivaci dietro uno sguardo intelligente:
"Scusate -esordisce- sapete dirmi per favore dove è la sede del Genoa?"
Si era capito subito che non era genovese. E allora cosa voleva dal Genoa?
Sorpresa dei presenti e anche un po' di diffidenza classico-genovese.
Poi uno si decide a rispondere:
"La sede del Genoa? Guardi è in quel palazzo là in faccia, vede?"
"Si, certo, grazie"
e così dicendo, il tizio saluta e se ne va.
"Belin -fa un altro dlla Rametta, incuriosito- ti puevi dumandaghe chi u l'ea!"
"Perché? Ti nu ti pueivi?"
risposta pronta e pungente.
"Scusi -dice a voce alta un terzo, rivolto al tizio che aveva chiesto della
sede del Genoa. E quando questi si volta prosegue senza mezzi termini- ma
lei chi è?"
Il tizio con la valigia allora torna indietro e fa:
"Sono Carapellese, gioco ala sinistra e il Genoa ha acquistato il mio
cartellino"
*
Belin, ragazzi, cose d'altri tempi!
Carapellese aveva giocato nel Torino, nella Juve e nel Milan. E in
nazionale.
Era uno dei nomi più importanti del calcio italiano. Immaginate lo stupore
dei genoani della Rametta nel sentirgli dire, come se fosse la cosa più
normale di questo mondo, che era sceso dal treno a Brignole, aveva chiesto
informazioni sulla sede del Genoa e si era diretto, con la sua valigia,
verso De Ferrari.
So bene che non c'entra niente, ma ogni volta che al Ferraris nel corso
degli anni successivi, vedevo Carapellese disputare partite
eccezionali -prestazioni che gli valsero anche il ritorno in nazionale a 33
anni cioccati (e contro la Francia andò pure a rete)- non potevo fare a meno
di pensare che tutto dipendesse dal quel suo spirito umile e determinato col
quale si era presentato alla Rametta quel pomeriggio d'estate, appena
arrivato a Genova.
*
Nel Genoa, Carapellese visse una seconda giovinezza.
Il suo rendimento fu sempre altissimo e segnò reti da favola, come quella
volta contro il Milan (3-1 per noi) che partì da metà campo, lato tribune e
lanciandosi in una delle sue celebri "serpentine", saltò tutti i giocatori
rossoneri che incontrò sulla sua strada, entrò in area di rigore, dribblò
anche il portiere e varcò la linea bianca entrando con il pallone nella
porta vuota, per andare poi ad esultare attaccato alle reti di cinta, sotto
una Nord in delirio.
La "serpentina" era la sua specialità ed era una sua invenzione. Mai visto,
né prima né dopo nessun giocatore dribblare in quel modo.
Come si intuisce dalla parola stessa, Carapellese dribblava a destra e a
sinistra senza soluzione di continuità. In questo modo era capace di saltare
anche quattro o cinque avversari uno dopo l'altro.
Vederlo dal vero, al Ferraris, era entusiasmante.
Ma per poter fare questo, si allenava tutta la settimana con grande
costanza, per conto suo.
Quando con gli amici del bar del quartiere andavamo al Ferraris a metà
settimana per seguire gli allenamenti, vedevamo Carapellese che, ad
allenamento finito, sistemava i paletti a una certa distanza tra loro, e poi
passava delle mezz'ore a dribblare paletti in "serpentina", in un senso e
nell'altro. Non per obbligo, ma per il piacere di farlo.
Cose d'altri tempi, dicevo, quando il football era puro amore.
*
Passa il tempo, e un quarto di secolo dopo, verso la fine dei '70, un
giorno d'estate come quello del lontano 1953 di cui parlavo all'inizio,
passo dalla Rametta, uscito dal lavoro. Incontro i soliti amici di tutte le
sere,
Il panorama umano, rispetto agli inizi dei '50, è cambiato radicalmente.
Cambiato nel modo di vestirsi, nei capelli che sono sempre più lunghi, nella
testa dei giovani delle generazioni successive alla mia.
C'è stato il '68, e ha lasciato il segno, insieme al femminismo che sta
dilagando e all'uso di sostanze stupefacenti che si sta sempre più
estendendo.
Niente è più come prima.
Ma la Rametta è ancora lì, e il Genoa anche.
Stiamo parlando come al solito in questa stagione, di campagna acquisti,
quando uno di noi indica un signore fermo poco lontano, e fa:
"Quellu lì, u nu l'è u Carapelleise?"
Piccolo e magro come venticinque anni prima, era solo un po' invecchiato.
Stava aspettando qualcuno.
Lo chiamiamo e lui, gentile come la prima volta, si avvicina e saluta.
Dice che sta aspettando un amico per andare a vedere il torneo di calcio del
Palasport.
Inevitabilmente in discorso scivola sul Genoa dei suoi tempi.
Ci parla di Gren e di Abbadie, e di quel campionato (il '55/'56) che in casa
il Genoa non aveva mai perso, e in tutto aveva ceduto solo 5 punti.
Poi uno gli chiede quale fosse il suo ricordo più bello.
Ci aspettavamo che parlasse di qualche grande vittoria ottenuta nel Milan o
nella Juve e invece lui, dopo un breve attimo di riflessione, dice con
evidente commozione:
"L'applauso di Wembley"
E poi ci racconta che in un incontro tra Inghilterra e Italia giocato a
Wembley, a un certo punto prese la palla e partì in serpentina dribblando
mezza squadra inglese e fallendo il gol solo per una prodezza del portiere.
Tutto lo stadio si alzò in piedi e gli tributò un applauso interminabile,
che lui non ha più dimenticato.
E io, in quel momento, capii che vincere è importante, ma che ci sono cose
ancora più importanti, che possono segnare una vita intera.
Come l'applauso di Wembley, per esempio, che a Carapellese aveva dato una
gratificazione superiore anche alla vittoria di un campionato.
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27/05/2007
Genoa - Pescara Goal di Milanetto dalla Nord
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Genoa - Pescara Goal di Adailton 3-0
15:25 Scritto in Video | Link permanente | Commenti (0) | Manda
Genoa - Pescara Goal di Adailton 2-0
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Genoa Pescara - Goal Milanetto 1-0
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24/05/2007
DICO rossoblu
Lui: “Ma no sto in cucina devo fare dei conti…controllare la lettera dell'amministratore…per stasera il telecomando è tutto tuo…”
Lei “Come vuoi…però peròòò potresti capire certi segnali però…sei così strano in sto periodo…”
Nella testa di lui “ Ma che segnali…macchè…trombare, ho da fare cose molto più importanti… uhm vediamo, …ah… dov'è la classifica? Sotto la lettera dell'amministratore, il calendario? A qua in mezzo la bollette…la calcolatrice c'è bene bene, il foglio A3 anche, il vino è rimasto in tavola bene bene…allora la prossima è bene Bari-Genoa..uhm vediamo un po'… le quote snai sotto pigreco per i palloni tirati fuori dalle punizioni di Quaggiotto, meno le grappe bevute da Magni, più i riccioli di Mauti, al quadrato del legamento di Codrea, sottratto i giorni gesso del braccio di Cvitanociv.. ”
Tre ore dopo Lei guardando Lui addormentato sul tavolo sopra un foglio pieno di calcoli “Ma cosa stai facendo? Mi sembri Jack Nickoloson in Shining! Non ti sei fatto più la barba, sei avulso da tutto, ti dimentichi tutto, ora ti bevi anche una bottiglia di vino e riempi dei fogli enormi pieni di numeri! Ma cosa ti sta succedendo?”
Lui svegliandosi di soprassalto con gli occhi rossi ed un filo di bava alla bocca, bofonchia “Ma no cara, è che quell'inquilino là Di Vaio..cioò Divano ora andiamo un po' sul Divano eh amore, sai bisogna controllare le spese, qua ti fregano sempre…”
Lei “ma andiamo a dormire! Che sei un rudere! E sbrigati che sembri esaurito”
Lui si alza e va in bagno “Cara ma dove hai messo quell' asciugamano verde che era lì”
Lei “Senti era lì da due mesi, ormai era la cosa più schifosa del bagno, ben oltre il cesso…vedi tu.. l'ho messo a lavare..”
Lui ravattando nel cestino della roba sporca pensa “Ma Cavolo, mi ci asciugo il culo e la faccia in rigoroso ordine da dopo Genoa-Cesena!!! Guai ad interrompere il rito!!! Ma come si permette!!! Io la strozzo con il cordone della tenda, anzi no, prima la strozzo con le mie mani poi la vendo a pezzi su e-bay ”
Lei “Ti sbrighi a venire a letto? …ma che uomo sei diventato….ma chi ti capisce ò bravo…”
Lui felice in bagno con l'asciugamano putrido in mano sventolandolo a moh di sciarpa nella nord “Arrivo dolce amore, sai è un periodo di duro lavoro in ufficio..mi rifilano sempre un sacco di pratiche…ho un sacco di pensieri…..”
Lei “Ma non è che sei teso per il Genoa? Già due anni fa mi hai fatto fare una vita…che ti avrei mollato..altro che convivenza”
Lui sempre del bagno “ma no figurati…è solo una somma di preoccupazioni…sai la questione del secondo posto, dei play off, dei 10 punti, il ricordo di due anni fa…una vita di merda sai? I giorni che non passano, trovare i biglietti per Mantova …vedi un po' tu!!”
Lei urlando dalla camera come un giaguaro a cui un elefante ha appena pestato i coglioni “Cooossaaa hai detto???”
Lui “Ma no, è una somma di preoccupazioni…sia la questione di quel secondo posto..di.. lavoro…al sabato uno si e uno no….poi sai la play station off, i 10 punti…della patente..tolti…i biglietti per quella Fiera a Mantova che non trovo... che non trovo”
Lei “Ah sai che se non mi dedichi più attenzioni…senti parliamo del matrimonio della mia migliore amica…lo sai che si sposa il 10 giugno alle tre ed io sono testimone. E tu sarai in rpima fila.??”
Lui…”ma quella tro, Bagxx, putyyy, altro giorno no eh?”
Lei “ Ma insomma!!! Cosa ci sarà di così strano il 10 giugno eh”
Lui “Ma niente avevo preso un appuntamento con un professore luminare da 13 anni, per vedere quel 24 esimo neo partendo da sinistra nella schiena…non mi piace niente…la salute…viene… prima di tutto sai…”
Lei “Ma non fai come quella volta che sei andato dal dentista cinese che opera con le bacchette.. di domenica pomeriggio due anni fa, quello che stava ad Empoli….ho avuto per un attimo…il vago sospetto che fosse una bugia…”
Lui “Ma no l'amore viene prima di tutto! Dai che ora viene tardi ora salgo e andiamo a dormire”
Lei “a Ok”. Spegne la luce e si addormenta.
Lui inforca le ciabatte ed esce di casa in piagiama per andare a comprare le sigarette anche se non aveva mai fumato…
14:03 Scritto in Post Interessanti | Link permanente | Commenti (1) | Manda
21/05/2007
Il Gatto e la Volpe
00:35 Scritto in Curiosità | Link permanente | Commenti (0) | Manda



